Al Maradona finisce 0-1. Rossoneri a + 2 sull'Inter, partenopei scivolano al terzo posto

Spallata Milan, sprofondo Napoli. La zampata di Giroud all’alba del secondo tempo indirizza la corsa scudetto, che sembra restringersi a una questione privata tra le due milanesi dopo il verdetto del ‘Maradona’. Koulibaly e compagni falliscono infatti l’esame di maturità cadendo davanti al proprio pubblico, complice un primo tempo troppo timido e una seconda parte di gara decisamente nervosa e confusionaria. La vetta resta lontana appena tre punti, ma adesso resta da capire come reagiranno i campani a una sconfitta destinata a pesare nella testa e nelle gambe. Pioli per la prima volta si toglie lo sfizio di battere Spalletti da allenatore e si riprende la vetta della classifica, con due lunghezze di vantaggio sui cugini, rispondendo alla ‘manita’ dell’Inter alla Salernitana. Il Diavolo si aggiudica un altro scontro diretto, confermandosi squadra solida quando la posta in palio si alza. Ancora una volta, dopo la doppietta nel derby, è Olivier Giroud l’uomo copertina del trionfo rossonero. Per un Milan che adesso può sognare davvero in grande.

Il Napoli, spinto anche da un pubblico caldissimo, parte forte. La fiammata iniziale però produce solo una girata di Rrahmani e un tiro sull’esterno della rete di Osimhen su lancio in profondità di Di Lorenzo. Proprio i movimenti del nigeriano mettono in difficoltà la retroguardia degli ospiti, che tuttavia poco a poco, dopo aver subito inizialmente il palleggio dei padroni di casa, escono alla distanza. Alzando il livello dell’intensità e del palleggio, in una gara comunque bloccata e senza grosse occasioni, in cui a prelevare è la tensione e il nervosismo per un paio di episodi dubbi, uno per parte, in area di rigore. In avvio ripresa la gara cambia, subito. Perché il tiro di Calabria senza troppe pretese si trasforma in un assist per Giroud, che con il suo piedone indirizza la sfera e batte Ospina. Improvvisamente, la partita diventa effervescente. Lo scambio tra Di Lorenzo e Osimhen produce il primo vero tiro in porta degli azzurri, con il nigeriano che calcia troppo centralmente, dalla parte opposta decisamente più insidiosa la conclusione a giro di Bennacer su cui Ospina non si fa sorprendere.

I due allenatori cercano risorse e forze fresche dalla panchina, Spalletti si gioca le carte Elmas e Ounas, Pioli replica con Krunic e Rebic, al posto dell’acciaccato Giroud. Il Napoli aumenta la pressione, costringendo il Milan a rinchiudersi nella propria metà campo. Ounas va vicino al bersaglio con una conclusione a giro, Osimhen – il più pericoloso – in campo aperto spaventa Maignan. Il Diavolo comunque in contropiede non rinuncia mai a ripartire, in particolare con Theo Hernandez, una spina nel fianco costante. Nel finale in cui fanno capolino anche i vecchi leoni Ibrahimovic e Mertens la palla gol migliore capita sui piedi di Saelemaekers, su cui Ospina è prodigioso. Intervento che comunque non cambia la storia del match. Il Milan chiede spazio e si candida prepotentemente a un ruolo da protagonista nella corsa scudetto. Da cui ora il Napoli dovrà essere bravo a non uscire.

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