Tanto agonismo ma nessuna rete: un punto prezioso quello raccolto dai sardi di Mazzarri, che muovono così la classifica salendo a quota 9 punti e lasciano l'ultima piazza: altra battuta d'arresto, invece, per il Verona che si porta a 20

Tanto agonismo ma nessuna rete. E’ quello che succede al ‘Bentegodi’ dove Verona e Cagliari non vanno oltre lo 0-0. Un punto prezioso quello raccolto dai sardi di Mazzarri, che muovono così la classifica salendo a quota 9 punti e lasciano l’ultima piazza: altra battuta d’arresto, invece, per il Verona che si porta a 20.

Tudor in avvio decide di mettere da parte il turnover, affidandosi ai suoi fedelissimi: in difesa torna Gunter con Dawidowicz e Ceccherini, mentre in avanti ci sono Barak e Caprari a sostegno del grande ex Simeone. Il Cagliari risponde con il 4-4-2, con Joao Pedro e Keita terminali offensivi: Mazzarri accentra Nandez in mezzo al campo, completando il reparto con Grassi, Bellanova e Dalbert. La partenza è tutta di marca scaligera: bastano appena 5′ per il primo squillo, con Simeone che non arriva in estirada sul cross di Faraoni per far subito male alla sua vecchia squadra. La replica del Cagliari è affidata al faro Joao Pedro che, approfittando della disattenzione di Gunter, serve Bellanova il cui destro non trova il bersaglio e termina alto. Il Verona decide allora di alzare il pressing nella metà campo sarda, ma il match ristagna a centrocampo e si susseguono le tante imprecisioni in fase di costruzione. Il canovaccio resta il medesimo per tutta la prima frazione, con l’Hellas a condurre il gioco senza grossi acuti ed il Cagliari a subire e ripartire in contropiede. A squarciare la noia e gli errori ci provano Nandez e Lykogiannis: il primo con un destro che scalda i guanti a Montipò, il secondo con una punizione che termina sull’esterno della rete. La replica del Verona è affidata al piazzato di Veloso che conclude però debolmente ed accompagna le formazioni all’intervallo ancora a reti bianche.

Nella ripresa gli animi diventano roventi a causa di un fallaccio da dietro di Simeone su Nandez al limite dell’espulsione. Ne deriva un parapiglia generale, con un accenno di rissa che l’arbitro Marcenaro fatica a sedare: ne fanno le spese lo stesso Simeone, Keita e Tudor che vengono ammoniti, prima che torni la calma in campo. Al 55′ l’Hellas ha la grande chance per passare in vantaggio, ma Simeone spreca tutto: il centravanti argentino viene liberato bene in area di rigore, ma al momento di calciare in piena libertà viene ipnotizzato da Radunovic che blocca a terra la conclusione centrale. Il Verona insiste pochi minuti più tardi, con Barak che dal limite impegna nuovamente Radunovic con una bella conclusione a giro. Il gioco resta spezzettato a causa di un Cagliari deciso a chiudere ogni varco, ma è ancora il Verona a comandare le operazioni e sfiorare il vantaggio: al 70′ Dawidowicz svetta più alto di tutti sugli sviluppi di un corner, ma la sua incornata sbatte contro il palo dopo una deviazione provvidenziale di Joao Pedro che salva il Cagliari. A quel punto gli allenatori decidono di affidarsi alle panchine: Mazzarri getta nella mischia Pavoletti e Marin, mentre Tudor risponde con il triplo cambio di Lasagna, Tameze e Bessa. Si entra così nel convulso finale, con il Cagliari che prova a piazzare il colpo grosso senza tuttavia costruire occasioni nitide. L’ultimo sussulto è di marca veronese, con un contropiede condotto da Tameze e concluso da Lasagna che si spegne sull’esterno della rete. L’equilibrio non si sblocca, con Verona e Cagliari che si dividono la posta senza farsi del male.

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