I rossoneri a zero punti affrontano l'Atletico

Adesso o mai più. Spalle al muro in Champions League, dove finora ha raccolto solo un punto, nel doppio confronto con il Porto, il Diavolo per provare a restare in corsa per una qualificazione agli ottavi quasi impossibile non può prescindere da un successo al Wanda Metropolitano, la tana dell’Atletico Madrid che all’andata espugnò San Siro in rimonta, nel finale, non senza polemiche. Un mission ‘impossible’ o quasi per i ragazzi di Stefano Pioli, che con un pareggio sarebbero quasi fuori anche dalla coppa di scorta, l’Europa League. A maggior ragione considerando che per la sfida in Spagna il Milan ha recuperato solo Daniel Maldini e dovrà ancora fare a meno di Tomori in difesa e di Rebic nel reparto d’attacco. In ogni caso, Kjaer e compagni non andranno a Madrid in vacanza. “Abbiamo una grande opportunità contro un avversario molto forte. Forse è l’ultima occasione per rimanere dentro la Champions – ha esordito l’allenatore emiliano in conferenza stampa – Dal punto di vista delle motivazioni e degli stimoli credo che questa partita sia abbastanza semplice da preparare”.

Sabato a Firenze è arrivato il primo scivolone in campionato, uno stop abbastanza semplice da spiegare secondo la logica di Pioli. “Abbiamo perso perché nelle due aree di rigore non siamo stati precisi come altre volte, con meno qualità e determinazione del solito – ha evidenziato – Non è stata questione di approccio o della sosta, abbiamo fatto numeri a livello fisico pari se non migliori di altre volte, ma purtroppo non abbiamo fatto gol. Questo è il calcio”. Contro la squadra di Simeone, che potrebbe dover fare a meno di Griezmann, servirà il miglior Milan per sognare l’impresa. “Abbiamo incontrato avversari di altissimo livello, la cosa positiva è che abbiamo dimostrato di non essere troppo distanti da questi avversari. Ma siamo consapevoli che ci è sempre mancato qualcosina – ha ammesso l’allenatore rossonero – Domani dobbiamo mettere a posto tutte le situazioni, a livello di intensità, qualità e concentrazione dobbiamo fare una prestazione al 100%”. Il Diavolo ci ha messo oltre sette anni per riconciliarsi con il suo habitat, la Champions League. Ora vuole giocarsi le sue carte fino in fondo prima di doverla salutare.

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