La Roja dopo un buon inizio si ritrova a dover inseguire per un clamoroso autogol di Pedri, il cui retropassaggio al portiere si rivela letale a causa del mancato controllo di Unai Simon

Un’altalena di emozioni che alla fine premia la squadra che ha cercato maggiormente la vittoria. La Spagna stacca il biglietto per i quarti di Euro 2020 dopo una maratona di 120 minuti battendo 5-3 la Croazia in una partita ricca di colpi di scena, tra errori clamorosi e gesti balistici straordinari. E con un andamento schizofrenico. La Roja dopo un buon inizio si ritrova a dover inseguire per un clamoroso autogol di Pedri, il cui retropassaggio al portiere si rivela letale a causa del mancato controllo di Unai Simon. Le Furie Rosse hanno la forza di rialzarsi, pareggiando i conti con Sarabia, per poi affondare il colpo nella ripresa con i sigilli di Azpilicueta e Ferran Torres. Nel quarto d’ora finale, spalle al muro, emerge però l’orgoglio dei vicecampioni del mondo in carica, capaci di rimontare da 3-1 a 3-3 – decisivo il colpo di testa dell’atalantino Pasalic in pieno recupero – e prolungare la contesa ai supplementari. Dove la Spagna, archiviato il blackout del quarto d’ora finale, torna a dettar legge con l’uno-due firmato Morata e Oyarzabal. Proprio l’attaccante juventino, criticatissimo in patria e oggetto di minacce di morte (rivolte anche ai figli) con una magia indirizza il match. Con la Croazia che questa volta non riesce a rialzare la testa.

Le Furie Rosse hanno saputo reagire nel corso dei 120 minuti a più di uno schiaffo. Ecco perché si candidano a un ruolo da protagoniste da qui alla fine del torneo, mostrandosi in crescita rispetto alle uscite iniziali balbettanti. La prima mazzata i ragazzi di Luis Enrique se la sono autoinflitta dopo venti minuti: retropassaggio di Pedri, Unai Simon non controlla la sfera che si insacca in rete tra lo sconforto generale di un paese intero. Anche perché fino a quel punti la squadra di Luis Enrique aveva dominato, creando una palla gol clamorosa con Koke. La Spagna trema, ma per pochi minuti. Vlasic calcia sull’esterno della rete, Kovacic spara sopra la traversa. La Croazia non coglie l’attimo per far male e dà modo alla Roja di rialzarsi. Così al 38′ Sarabia corregge in mischia dopo una prima respinta provvidenziale di Livakovic su Gayà.

Nella ripresa la Spagna torna a chiudere la Croazia nella propria metà campo. Questa volta trovando il varco giusto per colpire. Al 12′ Azpilicueta si inserisce nel cuore dell’area di rigore e raccoglie di testa il cross di Ferran Torres, a un quarto d’ora dalla fine proprio l’esterno del City sembra chiudere la partita con un diagonale vincente dopo una dormita della difesa croata, in particolare di Gvardiol, sorpreso mentre stava bevendo da una borraccia. La Spagna vede i quarti di San Pietroburgo ma si rilassa eccessivamente. E paga dazio. Orsic – all’esordio assoluto nel torneo – in una manciata di minuti accorcia in miaschia, poi serve a Pasalic la palla del 3-3 in pieno recupero. Rete che potrebbe piegare l’orgoglio degli iberici, che invece rivincono la partita una seconda volta nei supplementari. La Croazia spreca infatti il primo matchpoint con lo scatenato Orsic e con Kramaric, fermato da uno strepitoso intervento di Unai Simon. Dalla parte opposta invece Morata, dopo tante critiche, non tradisce: l’attaccante raccoglie il cross di Dani Olmo dalla destra e con un siluro cala il poker. Che precede il 5-3 di Oyarzabal in campo aperto su assist ancora di Dani Olmo. Il gol che spezza definitivamente il sogno della Croazia e regala alla Spagna il pass tra le migliori otto del torneo.

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