Martedì 09 Agosto 2016 - 08:30

Pogba saluta la Juve: 4 anni magici e un maxi incasso

Il classe 93' lascia Torino regalando 105 milioni più 5 di bonus e 34 gol in 178 partite ufficiali

Pogba saluta la Juve: 4 anni magici e un maxi incasso

Polpo Paul o Pogboom, come i tifosi bianconeri amavano chiamarlo urlando a squarciagola nello Stadium spesso strapieno. Per i supporter juventini sarà difficile dimenticare Paul Labile Pogba, il talento purissimo nato a Lagny-sur-Marne, che diede i natali anche al calciatore del Friburgo Christopher Julien e al canoista olimpico Benjamin Boukpeti.

Il classe 93' saluta Torino regalando 105 milioni più 5 di bonus alla Juve e 34 gol in 178 partite ufficiali. Il francese nei 4 anni bianconeri prima di Conte e poi di Allegri ha vinto 4 scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. È stato campione del mondo Under 20 con la Francia nel 2013 e lo scorso anno è stato inserito tra i 25 finalisti del Pallone d'Oro. Pogba cresce nel Roissy-en-Brie, banlieu parigina e nel 2006 arriva nel Torcy, dove brilla di luce propria nell'Under 13. Dopo qualche anno al Le Havre nel 2009 sbarca al Manchester United, che viene accusato dal club francese di aver commesso irregolarità nel trasferimento. Voluto fortemente da Sir Alex Ferguson, stravince la Fa Youth Cup  con un super gol con il Chelsea in semifinale. Nel settembre 2011 esordisce in prima squadra, ma il ritorno di Scholes lo relega ai margini e spinto da Mino Raiola (che può festeggiare una maxi commissione proprio oggi) non rinnova e si svincola a fine stagione.

Il 3 agosto 2012 i tifosi bianconeri possono salutare l'arrivo a Torino di questo ragazzone dallo sguardo sveglio alto 1.91 e chiamato Polpo per la lunghezza delle sue gambe. Dopo l'esordio in Serie A nel settembre 2012 con Il Napoli firma il suo primo gol bianconero con un gran destro dalla distanza. Ma è nel gennaio del nuovo anno, con l'Udinese allo Stadium, che fa esplodere il suo talento, lucidato dagli allenamenti di Antonio Conte: doppietta con splendido destro all'incrocio che fa impazzire lo stadio, conscio di avere davanti un centrocampista con il fisico di Vieira e il tiro di Seedorf.

Nell'annata successiva scalza Marchisio dai titolari e decide anche varie gare, come il derby con il Torino, chiudendo la seconda annata con 9 reti in 51 gare. Nel 2014/2015 non brilla nei primi mesi mesi, poi il 4 novembre decide la gara di Champions con l'Olympiakos ancora con il suo potente destro e non si ferma più, attirando l'interesse di Psg, Real e Barcellona. Il 6 giugno a Berlino scende in campo dopo un infortunio per la finale di Champions: Pogba da mezzala non riesce a superare il muro Busquets, ma può recriminare per un contatto dubbio nel finale in area con Daniel Alves (ora arrivato in bianconero).

L'ultima stagione è segnata da una maggiore consapevolezza del proprio ruolo di star. Come dimenticare la dab dance con l'amico Paulo Dybala o i divertenti siparietti sul web con il connazionale Patrice Evra. Da mezzala-incontrista (ma qualcuno vede per lui un futuro da mediano davanti alla difesa) trova un grande feeling con Khedira e proprio con Evra e sigla 10 gol, oltre ad diventare l'assistman principe della Serie A. Dopo l'Europeo in chiaroscuro decide di dire addio al bianconero per cercare la rivincita con la maglia rossa dei Red Devils.
In Inghilterra troverà José Mourinho e il terribile Ibrahimovic e avrà subito sulle spalle il peso del trasferimento più caro della storia. Più di Ronaldo, o Bale, gente che ha vinto più di una Champions. A 23 anni ha tempo di vincere ancora tanto, e il Pallone d'Oro sembra davvero alla sua portata. Forse però al francesino rimarrà il rammarico di non aver alzato la Coppa dalle Grandi Orecchie con la Vecchia Signora, magari sentendo un grido: "Pogboom".
 

Scritto da 
  • Alessandro Banfo
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