Martedì 17 Ottobre 2017 - 08:15

Obamacare, così Trump affonda la riforma / Videoscheda

L'ordine esecutivo dell'altro giorno tende a impedire al sistema di funzionare e rigetta la palla a democratici e repubblicani

U.S. President Donald Trump salutes as he boards Air Force One as he departs for Greenville, South Carolina, from Joint Base Andrews

Forse, se si fosse continuato a chiamarla col suo nome originale ("Affordable Care Act"), quello con il quale venne approvato il 25 marzo del 2010, Donald Trump non si sarebbe accanito con tanta determinazione sulla riforma sanitaria americana. Secondo autorevoli commentatori Usa, il fatto che l"Affordable Care Act" abbia preso, nella vulgata il "nickname" di "Obamacare" l'ha reso qualcosa di insopportabile per l'attuale inquilino della Casa Bianca. Una legge che porta il nome del "guy" che l'ha preceduto alla testa dell'amministrazione americana, risulta del tutto insopportabile per "The Donald" e Trump ci si è accanito con tutta la violenza (e approssimazione) verbale di cui è capace e le ha tentate tutte, ma proprio tutte, per distruggerla come aveva promesso.

Così, dopo i due fallimenti di luglio (respinto con perdite dal Senato a maggioranza repubblicana), con l'ordine esecutivo del 12 ottobre scorso, Trump ha tirato un potente siluro alla linea di galleggiamento di "Obamacare" che rischia, adesso, di andare a picco e di lasciare milioni di americani nella più devastante incertezza sul futuro della loro salute. Nel week end appena trascorso, tecnici e politologi si sono impegnati a cercare di definire i danni che potrebbero emergere dall'ordine esecutivo. I primi conti dicono che i premi assicurativi, per molti cittadini, potrebbero salire anche del 20 per cento, con livelli di copertura inferiori rispetto agli ultimi anni.

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Nella video scheda qui sopra, abbiamo provato a ricostruire schematicamente l'intera vicenda. La riforma sanitaria di Obama è in vigore ormai da sette anni. I suoi caposaldi sono i seguenti:

- Assistenza sanitaria per 32 milioni di cittadini in più (dei 47 milioni che non l’avevano)

- Le compagnie assicurative non possono più negare le polizze ma ricevono contributi (CSR: Cost-Sharing Reduction) per far scendere i prezzi e rendere abbordabili le polizze

- Incentivi fiscali e contributi per acquistare polizze sanitarie e sanzioni per chi non le acquista

- La copertura di Mediaid (sistema pubblico) viene ampliata

- Le aziende devono contribuire alle spese per l’acquisto delle polizze per i dipendenti

- Ridurre la spesa sanitaria (cresciuta per colpa di ospedali, case farmaceutiche e assicurazioni)

- Ammettere i figli nelle assicurazioni dei genitori.

Fin dalla campagna elettorale Donald Trump ha promesso di cancellare l’Obamacare: “E’ disastrosa", "Imploderà”, “Distruggeremo Obamacare”,“Nuove norme per abbassare la spesa e ampliare la possibilità di scelta”, sono solo alcune delle frasi che ha usato nel tempo

Oltre ad attaccare l'Obamacare, Trump ha definito, a poco a poco, la sua visione del tema

- Via i sussidi (CSR)

- Stop all’allargamento del Mediaid

- Stop a tasse sanitarie per assicurazioni, case farmaceutichem e redditi alti

- Assicurazioni a bassa copertura e a prezzi più bassi

- Incentivi fiscali per comprare polizze sul libero mercato

A luglio, Trump è partito direttamente all'attacco dell'Obamacare. Il 25 luglio il Senato Usa (a maggioranza repubblicana) boccia (55 no e 45 sì) la revoca dell’Obamacare. Tre giorni dopo, il 28 luglio viene respinta anche (51 a 49) la “skinny repeal”, una revoca parziale della riforma. Le cronache di quei giorni parlano di un presidente inferocito che medita vendetta. La vendetta arriva il 12 ottobre con l'ordine esecutivo (in pratica un decreto legge) che ha, appunto esecuzione immediata e i seguenti contenuti:

- Stop ai sussidi (CSR) per dare polizze sanitarie ai cittadini a basso reddito

-  Aumentare la vendita di polizze più economiche ma a bassa copertura

- Accordi tra piccole aziende per ottenere polizze più a buon mercato per i dipendenti

Di fatto, Trump, con il suo ordine esecutivo ha rigettato la palla ai due partiti. Cosciente o incosciente, ha colpito duramente l'Obamacare creando una situazione per cui, o repubblicani e democratici si mettono d'accordo per rimediare con importanti modifiche alla legge, o sugli americani rischia di abbattersi un disastro economico in termini di spese sanitarie per molte famiglie. In questo articolo di Lauren Gambino (The Guardian) questo concetto è spiegato molto chiaramente. E suona più o meno così: "Al Senato, lo scorso luglio, repubblicani e democaritici mi hanno sconfitto, adesso, si mettano d'accordo per rimediare all'ordine esecutivo".

E pensare che Barack Obama, ha scritto nel 2016 un articolo per la prestigiosa rivista scientifica Usa, "Jama" che è risultato il più importante "pezzo" scientifico dell'anno. Il titolo era: "United States Health Care - Progress to date and next steps". Scriveva Obama: “Fra 20 anni, guardando indietro saremo fieri di aver avuto il coraggio di farla”. E poi: “Fiducia, responsabilità, capacità di unirsi intorno a valori comuni è ciò che rende grande una nazione”.  Ma il suo successore ha usato molte meno parole: "Distruggerò Obamacare". E c'è quasi riuscito.

Scritto da 
  • Paola Adragna e Massimo Razzi LaPresse per UpDay
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