Sabato 02 Luglio 2016 - 11:00

Bangladesh, lo chef del ristorante: Un orrore

Gli aggressori erano giovani ed erano armati con pistole e fucili automatici

Bangladesh, commando assalta bar di Dacca e prende ostaggi

"Stavo prendendo del cibo dalla mensa quando ho visto qualcuno cadere, un ragazzo crollato in giardino per i colpi. Ho pensato subito che fossero terroristi". Così lo chef argentino Diego Rossini, al lavoro nel ristorante attaccato ieri sera a Dacca, in Bangladesh, ha raccontato di aver vissuto "un orrore" e di essere riuscito a fuggire dopo essersi nascosto dai terroristi, grazie all'aiuto della polizia.

 

"Dallo scorso anno abbiamo un protocollo di sicurezza, allora sono andato sulla terrazza. Con me c'era una decina di persone. Tutti insieme abbiamo messo dei mobili per bloccare la porta. Abbiamo pensato che i terroristi avrebbero ucciso clienti e se ne sarebbero andati, ma ben presto notato hanno iniziato a spintonare la porta, come in un film horror ", ha detto lo chef argentino. Secondo Rossini, che oggi compie 42 anni, gli aggressori erano giovani, avevano "tra i venti e i trent'anni", ed erano armati con pistole, fucili automatici e uno di loro aveva una borsa con le granate.

"Ho trascorso circa tre ore nascosto in diverse parti. La maggior parte di quelli che erano con me è stato salvato", ha raccontato il testimone. Alla fine hanno aperto la porta. Non c'era riparo se non dove ero io, in cima a un serbatoio di acqua. Se mi avessero cercato mi avrebbero trovato - ha raccontato ancora Rossini - ho sentito colpi nelle vicinanze, l'esplosione di una granata. Ho saltato dall'altezza di quattro metri. Ho cercato di afferrare un albero, ma sono caduto e rimasto bloccato in un corridoio vicino," ha detto.
In quel momento, la polizia ha circondato il luogo. "La polizia ha cercato di guardare attraverso il buco, ho sollevato le mani e mi hanno tirato fuori", ha detto Rossini.
"In un altro giorno ci sarebbe stata più gente... C'erano solo circa 25 clienti, tra cui alcuni italiani e giapponesi, e 20 o 30 dipendenti", ha raccontato Rossini, che ha anche la nazionalità italiana, e già contattato le ambasciate d'Italia a Dhaka e dell'Argentina in India ed è in procinto di lasciare il Bangladesh nelle prossime ore.

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