25 Novembre, in migliaia in piazza a Madrid contro la violenza sulle donne

Migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid per condannare la violenza contro le donne. Nella capitale spagnola anche quest’anno i cortei per il 25 Novembre sono stati due. Le femministe hanno marciato divise per divergenze ideologiche che riguardano principalmente la prostituzione e la legge trans approvata nel 2023 in Spagna che consente di cambiare sesso all’anagrafe tramite una semplice dichiarazione. Il primo corteo a partire è stato quello organizzato dal Forum 25N e dal Movimento Femminista di Madrid, che sono espressione del cosiddetto ‘femminismo classico’, che dalla Gran Vía è arrivato fino a Plaza de España, sotto lo slogan ‘contro la violenza machista e il negazionismo: basta con l’abbandono istituzionale’. L’altro corteo, organizzato dalla Comisión 8M è partito dalla stazione di Atocha all’insegna dello slogan ‘tutte e tutt* contro la violenza razzista e patriarcale’. La ministra per la Parità, la socialista Ana Redondo, ha partecipato a entrambe le manifestazioni. Prima dell’inizio dei cortei ha condannato il “negazionismo” della violenza di genere e ha lanciato un appello al Partito popolare, all’opposizione, che, ha detto, deve prendere posizione e scegliere se stare o meno “con il negazionismo di Vox”. Un piccolo gruppo di partecipanti al corteo organizzato dal Forum 25N ha esposto cartelli contro la ministra Redondo che recentemente è stata al centro delle polemiche per una problematica sorta nella gestione dei braccialetti che vengono utilizzati nei casi di violenza contro le donne e che consentono di controllare che i maltrattatori rispettino gli ordini di allontanamento. Durante la manifestazione, a cui hanno partecipato le ministre socialiste, le femministe hanno intonato slogan contro la prostituzione che è “una violenza contro le donne”, e hanno affermato che “essere donne non è un sentimento”. Durante il corteo della Comisión 8M, a cui hanno partecipato Sumar e Podemos con la segretaria generale Ione Belarra, è stato difeso che “esistono vari tipi di donne, con pene e con vagina”. “Chi ama non uccide”, “la violenza sessuale è un’arma militare”, sono stati alcuni dei cori intonati dai manifestanti durante i due cortei. Secondo i dati del governo spagnolo da inizio anno 38 donne sono state uccise da un partner o ex partner. Dal 2003 le vittime sono state 1.333.