Un gesto umile ma carico di significato che cancella la bestemmia dell’uomo che uccide e che invita il mondo a piegarsi agli oppressi di un’umanità in ginocchio, ferita da troppe brutalità. Papa Leone XIV ha celebrato la sua prima Messa in Coena Domini, momento clou del Giovedì Santo, giorno che segna l’avvio del Triduo di Pasqua. Momento in cui il Papa ha compiuto il gesto della Lavanda dei piedi ricordando quanto fatto da Gesù agli apostoli la sera dell’ultima cena.
La funzione si è tenuta nella basilica di San Giovanni in Laterano, un ritorno dopo gli anni del Pontificato di Francesco che era solito recarsi nelle carceri. Prevost ha lavato e baciato i piedi di 12 sacerdoti della diocesi di Roma.

Nella sua omelia il Papa ha sottolineato che il gesto di Gesù che lava i piedi agli apostoli scardina “i criteri mondani che sporcano la nostra coscienza” e “purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto”. Una purificazione che è anche un invito a inginocchiarsi agli “oppressi” di “un’umanità in ginocchio per molti esempi di brutalità”. “Vero Dio e vero uomo, Cristo ci dà invece un esempio di dedizione, di servizio e di amore. Abbiamo bisogno del suo esempio per imparare ad amare, non perché ne siamo incapaci, ma proprio per educare noi stessi, gli uni gli altri, all’amore vero. Imparare ad agire come Gesù, Segno che Dio imprime nella storia del mondo, è il compito di tutta una vita”, ha aggiunto il Papa che in mattinata ha presieduto la Messa Crismale. Qui Leone ha ricordato che nonostante il mondo vive “un’ora buia della storia” il bene non ‘può venire dalla prevaricazione”.
Venerdì il Papa presiederà la Celebrazione della Passione di Gesù e poi, in serata, porterà la croce lungo tutta la Via Crucis del Colosseo. Le meditazioni sono state affidate all’ex Custode di Terra Santa padre Francesco Patton che ha anticipato che le riflessioni sono ispirate all’attuale contesto in Medioriente.

