Novità per il caso di Pietracatella (Campobasso), l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita uccise dalla ricina. Saranno circa 70 gli alimenti sequestrati nell’abitazione di via Risorgimento a Pietracatella che verranno sottoposti a nuovi accertamenti nell’ambito dell’indagine. È quanto emerso oggi al Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, dove la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha conferito l’incarico ai nuovi consulenti italiani e tedeschi chiamati a svolgere ulteriori analisi sulla ricina. Gli accertamenti interesseranno, oltre agli alimenti, anche una borraccia trovata in un armadietto di casa, indumenti, mobili e altri oggetti sequestrati nell’abitazione delle due vittime. È inoltre previsto un nuovo sopralluogo nella casa di via Risorgimento, al quale prenderanno parte anche gli esperti del Robert Koch-Institut di Berlino, per effettuare ulteriori campionamenti alla ricerca di eventuali tracce della tossina ritenuta responsabile dell’avvelenamento.
Analisi anche sul sangue di Gianni e Alice Di Vita
Nuovi accertamenti nell’inchiesta sul presunto duplice omicidio di Pietracatella, dove tra il 27 e il 28 dicembre 2025 morirono Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, avvelenate dalla ricina. È quanto emerso oggi al Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, dove la procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha conferito l’incarico ai nuovi consulenti tecnici: gli esperti del Robert Koch-Institut di Berlino Christian Herzog e Sylvia Worbs, insieme al tossicologo forense dell’Università di Pavia Luca Morini. All’incontro ha partecipato anche l’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni e Alice Di Vita. Tra gli accertamenti disposti figurano anche analisi sul sangue di Gianni Di Vita e della figlia Alice, marito e sorella delle due vittime sopravvissuti alla tragedia. Gli esami serviranno a verificare l’eventuale presenza di anticorpi contro la ricina, per accertare se anche loro possano essere stati esposti alla tossina. L’inchiesta per duplice omicidio aggravato dall’uso del mezzo venefico prosegue contro ignoti, mentre parallelamente resta aperto il fascicolo per omicidio colposo a carico di cinque sanitari del Cardarelli di Campobasso, i cui legali erano presenti oggi a Pavia per il conferimento dell’incarico.

