Mazzette in cambio di assegnazione dei lavori di manutenzione negli ospedali: l'inchiesta della procura

Dieci arresti e 17 indagati nell’inchiesta sugli appalti indetti dalla Asl di Bari per lavori di manutenzione negli ospedali. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso è l’ipotesi di reato contestate nell’inchiesta della Procura di Bari dopo aver scandagliato alcuni appalti. Dieci le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, tra carcere e domiciliari. Sono in corso una serie di perquisizioni. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Roberto Rossi.

Il gip: “Voracità di denaro dei pubblici funzionari”

“In riferimento alla posizione di tutti gli indagati, nel caso sottoposto al vaglio, sussiste senza ombra di dubbio, l’attuale e grave esigenza cautelare special-preventiva, alla luce dell’estrema gravità dei fatti commessi, nonché delle modalità di sviamento dell’esercizio delle funzione pubblica”, scrive il gip del tribunale di Bari Giuseppe Ronzino, nell’ordinanza di custodia cautelare – di cui LaPresse ha preso visione – chiesta dal procuratore Roberto Rossi e dalla pm Savina Toscani. “Lungi dal perseguire le stelle polari della legalità e dell’efficienza” l’esercizio della funzione pubblica “risultata deputata alla mesa salvaguardia di interessi puramente egoistici”.

“Le indagini hanno evidenziato un sistema di corruttela radicato nel tempo, volto a soddisfare la bramosia e voracità (a tratti incontenibile e insaziabile) di denaro dei pubblici funzionari e degli imprenditori collusi”, scrive ancora il gip. “Il sistema, alla luce delle risultanze emerse, è ben lungi dal chiudere i battenti, sulla scorta di pressioni per future tangenti, sulle promesse di incidere negativamente sull’assegnazione di future commesse pubbliche, nonché su ulteriori mazzette in procinto di essere consegnate ai pubblici funzionari”.

“Anche gioielli Chanel da 7mila euro”

Tra le promesse di utilità illecite ci sarebbe stata anche la “consegna di gioielli del marchio Chanel del valore di 7mila euro, come compenso per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio”, emerge dalle indagini. Il gip spiega poi che “i pubblici ufficiali, nel colloquiare con gli altri indagati, facevano ampio ricorso al linguaggio criptico, caratterizzato dal frequente ricorso a metafore, ovvero a soprannomi per indicare i soggetti facenti parte del loro gruppo, i quali venivano indicati con dei nomignoli del tipo il gatto, il grande, il piccolo, Rain Man, D’Artagnan, Baffetto, Pupazzetto e Cicciobello“. 

Gli intercettati: “Tangente non si può dimostrare”

“Se vengo a fare una perquisizione a casa tua e ti trovo 20mila euro in contanti, tu puoi dire ‘io quei soldi li ho avuti da mio padre che mi ha dato l’eredità oppure io percepisco il fitto a nero e che ho tenuto da parte’. Mica lo puoi dimostrare che è una tangente? Mica sta scritto sopra alla banconota tangente“. È una delle trascrizioni delle intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Tribunale di Bari – di cui LaPresse ha preso visione – nell’inchiesta su alcuni appalti indetti dalla Asl di Bari per la manutenzione negli ospedali. Contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso. Dieci le ordinanze di custodia cautelare. Complessivamente sono 17 gli indagati.

L’inchiesta partita dall’ospedale Covid

L’inchiesta della Procura di Bari è partita dalle indagini effettuate nell’ambito del procedimento aperto per appurare la presenza di profili di turbativa d’asta in riferimento alla procedura di gara per la realizzazione dell’ospedale Covid presso la Fiera del Levante di Bari, indetta dalla Protezione civile della Regione. In questo procedimento sono emerse condotte corruttive, negli anni 2020 e 2021, da alcuni pubblici ufficiali e imprenditori, con arresto in flagranza di reato, il 23 dicembre 2021 dell’ex dirigente della Protezione civile.

 

 

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