Il direttore di Rai3 contro il rapper in audizione in commissione di vigilanza parlamentare

La polemica nata sull’esibizione di Fedez al Concertone del primo maggio è “basata sulla manipolazione dei fatti” perché “la telefonata viene montata spostando domande e risposte e tagliata, così diventa un’altra cosa, con un tono e un significato completamente diversi”. Lo dice con parole dure il direttore di Rai3, Franco Di Mare, in audizione in commissione di vigilanza parlamentare. “Questa manipolazione ha ottenuto nostro malgrado l’effetto desiderato, con una serie di adesioni ahimè un po’ frettolose” lamenta il dirigente di viale Mazzini sottolineando che “nessuno si prende il tempo per una verifica più attenta, tutti sono stati vittime di una manipolazione, di una verità aggiustata”che ha fatto “il giro del mondo, dalla Bbc a Singapore”. E “Chi pagherà per queste falsità? Ilaria Capitani e Rai3 si aspettano delle scuse che temo non arriveranno mai da alcuna parte, ne ho certezza”. La Rai nel caso del concertone “acquista un diritto di ripresa, esattamente come avviene per una partita di pallone o uno spettacolo teatrale, i temi e i valori da veicolare sono di esclusiva competenza degli organizzatori, cioè Cgil, Cisl e Uil”, ha chiarito Di Mare. Che poi ha ricostruito quanto accaduto a partire dalla prima serata del 30 aprile, quando viene inviata una mail da Massimo Bonelli di ICompany agli organizzatori dell’evento – i rappresentanti sindacali – e alla Rai, nella persona della vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani in cui si chiede un parere sul discorso di Fedez, giudicato da Bonelli ‘duro, polemico, gratuito non in linea con il contenuto positivo del concerto né rispettoso di tutti gli artisti e conduttori’. Bonelli scrive di aver contattato il management ‘chiedendo di rivedere il testo in modo che rispettando il legittimo sentire dell’artista non ne esasperi i toni e i concetti’. Questo “ci dimostra che la Rai non ha chiesto niente, la prima affermazione di Fedez è falsa, né la Rai ha fatto valutazioni”. Alla mail, spiega ancora Di Mare, risponde Capitani che sottolinea che “Il testo su cui ci chiedi un parere pur nel rispetto del diritto di critica non è adeguato al contesto della festa del primo maggio. E’ un evento positivo, di speranza, di ripresa, questo è quanto abbiamo condiviso con gli organizzatori. Nell’ambito di un acquisto di diritti ripresa non sono di nostra competenza né la scelta né le eventuali responsabilità”.Si arriva poi alla famosa telefonata, fatta – evidenzia ancora Di Mare – da Bonelli, non dall’azienda. Capitani, ricostruisce Di mare, era in disparte, poi si avvicina quando l’artista accusa la Rai di censura. Il giorno “lui dice che Ilaria Capitani alla domanda ‘allora posso salire sul palco o no?’ c’è un silenzio assordante ma non è vero, lei risponde ‘assolutamente’ “, evidenzia. “Io non so, se era per avere più visibilità, più like o più visualizzazioni – dice Di Mare – Ma non è censura? Che c’entriamo noi con questo? La manipolazione in alcuni paesi è un reato e forse si configura come tale anche nel nostro quando si diffama una rete e un’intera televisore. Si tratta di un imbroglio”.Dal Pd, Valeria Fedeli esorta la Rai a denunciare Fedez se convinta che i contenuti della telefonata siano stati manipolati, sottolineando che “E il testo di Fedez è parte integrante non solo dei valori di libertà d’espressione che hanno sempre caratterizzato questo evento ma anche del valore stesso del 1 maggio”. Mentre da Iv Davide Faraone ha sottolineato che Di Mare, “in più di un’ora di relazione non ha minimamente fatto riferimento al caso Report -Renzi”.

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