Egitto, Zaki vede il padre per la prima volta dopo sei mesi

Egitto, Zaki vede il padre per la prima volta dopo sei mesi
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 22-02-2021 Roma Politica Oltre 160mila le firme raccolte dagli attivisti per chiedere la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki Nella foto Gli attivisti consegnano le firme ai deputati Lia Quartapelle, Filippo Sensi e Riccardo Magi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 22-02-2021 Rome (Italy) Delivery of signatures for Italian citizenship to Patrick Zaki In the pic Activists deliver signatures to deputies Lia Quartapelle, Filippo Sensi and Riccardo Magi

Lo studente dell’università di Bologna ancora in carcere al Cairo

Patrick Zaki oggi ha incontrato suo padre per la prima volta dopo sei mesi. Ad annunciarlo è stata la rete degli attivisti della pagina Facebook ‘Free Patrick’. “Patrick – si legge – vede suo padre per la prima volta in più di sei mesi e manda le sue congratulazioni alla sua classe di laurea! La madre e il padre di Patrick gli hanno fatto visita questa mattina nella sua struttura di detenzione, suo padre lo ha sorpreso visitandolo per la prima volta in più di sei mesi a causa dei suoi problemi di salute che gli rendono estremamente difficile sopportare la visita sia fisicamente che mentalmente. Sia Patrick che suo padre erano molto felici di incontrarsi finalmente, nonostante l’orribile situazione in cui si trovano”. “L’incontro – continuano gli attivisti – è stato certamente travolgente per tutti loro, soprattutto perché Patrick ha potuto constatare quanto la salute di suo padre sia peggiorata dall’ultima volta che lo ha visto. Voleva congratularsi con la sua classe del Master GEMMA che sta per laurearsi tra un mese. Conosce a memoria tutte le date dei suoi studi, possiamo solo immaginare quanto sia difficile per lui sapere che dovrebbe laurearsi ora insieme ai suoi compagni di classe invece di essere in prigione. Eppure, come sempre, Patrick trova ancora nel suo cuore la forza di essere felice per i suoi amici e di augurare loro il meglio. Vorremmo ricordare a tutti che il suo programma è un programma di due anni, di cui Patrick ha frequentato solo un semestre e il resto lo ha passato in prigione e chissà quando potrà continuare i suoi studi. Ringrazia anche i suoi amici di tutto il mondo e i suoi colleghi dell’EIPR, per tutto quello che stanno facendo per lui. Ribadiamo la nostra richiesta di rilascio immediato e incondizionato di Patrick Zaki, Patrick avrebbe dovuto laurearsi”.

© Riproduzione Riservata