Roma 17 ott. (LaPresse) – Soggiorni all’estero in spa e hotel di lusso, capi griffati e costosi prodotti hi-tech per ottenere commesse, le regalie che secondo i pm della procura della Repubblica di Roma, venivano offerte ai dirigenti pubblici coinvolti nella maxi inchiesta sulla corruzione per gli appalti informatici nella pubblica amministrazione, per essere favoriti nelle assegnazioni. Oltre alle tangenti, quella da 15 mila euro per cui sono finiti in manette l’ex dg di Sogei, Paolino Iorio e l’imprenditore Massimiliano Rossi, secondo quanto apprende LaPresse, al vaglio degli inquirenti ci sarebbero anche una serie di benefit che i manager e i responsabili commerciali delle aziende informatiche che partecipavano alle gare, avrebbero offerto ai pubblici ufficiali. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori e dei tecnici informatici che stanno estrapolando ed esaminando le conversazioni delle chat dalle app di messaggistica alcuni messaggi, definiti interessanti da chi indaga. In particolare, l’attenzione di chi indaga si è soffermata nei dispositivi mobili, smartphone, e tablet in uso agli indagati, Angelo Antonio Masala, capitano di vascello della Marina Militare distaccato presso il VI Reparto Sistemi C4l dello Stato Maggiore della Difesa e di Amato Fusco, dipendente del Ministero dell’Interno e Direttore della III divisione del Servizio Telecomunicazioni della Direzione Centrale dei Servizi Logistici, e della gestione patrimoniale della Polizia di Stato. Entrambi sono considerati dal pool di magistrati, titolari dell’inchiesta, soci occulti della società informatica Olidata Spa.
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