Bologna, 22 mar. (LaPresse) – “I casi che emergono sono la punta dell’iceberg. Molto spesso, infatti, le persone che denunciano questi casi sono attivisti del movimento Lgbt+ e delle associazioni: è segno che c’è un sommerso enorme di persone, per lo più giovani e giovanissime e che non sono politicizzate o esposte che vivono violenze e non denunciano”. A dirlo a LaPresse è l’ex senatore e attivista Lgbt+ Sergio Lo Giudice che commenta così l’aggressione omofoba avvenuta alla stazione Aurelia di Roma ai danni dell’attivista Jean Pierre Moreno. “La legge Zan serve a questo. Le destre denunciano che ci sono pochi casi di discriminazione, deriva dal fatto che non esiste monitoraggio. Lo introduce la legge – prosegue Lo Giudice – che chiede all’Istat di fornire dati da un punto di vista statistico. Senza una legge la gente ha paura”.

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