Milano, 7 mar. (LaPresse) – “È possibile sperare nella riconciliazione e in una nuova vita”. È il messaggio di Papa Francesco a Mosul, dove si è recato per la preghiera a suffragio delle vittime della guerra. “Ringrazio l’Arcivescovo Najeeb Michaeel per le sue parole di benvenuto – ha detto Francesco – e sono particolarmente grato a Padre Raid Kallo e al signor Gutayba Aagha per le loro toccanti testimonianze. Grazie tante, Padre Raid. Lei ci ha raccontato dello sfollamento forzato di molte famiglie cristiane dalle loro case. Il tragico ridursi dei discepoli di Cristo, qui e in tutto il Medio Oriente, è un danno incalcolabile non solo per le persone e le comunità interessate, ma per la stessa società che si lasciano alle spalle. In effetti, un tessuto culturale e religioso così ricco di diversità è indebolito dalla perdita di uno qualsiasi dei suoi membri, per quanto piccolo. Come in uno dei vostri tappeti artistici, un piccolo filo strappato può danneggiare l’insieme. Lei, Padre, ha parlato anche dell’esperienza fraterna che vive con i musulmani, dopo essere ritornato a Mosul. Lei ha trovato accoglienza, rispetto, collaborazione. Grazie, Padre, per aver condiviso questi segni che lo Spirito fa fiorire nel deserto e per averci indicato che è possibile sperare nella riconciliazione e in una nuova vita”.

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