Roma, 1 mar. (LaPresse) – “Anche se fosse depositato un nuovo simbolo, o modificato quello attuale, non si interromperebbe il contenzioso in atto a Genova con i membri della prima associazione Movimento 5 Stelle”. Lo dice a LaPresse l’avvocato Lorenzo Borrè, esperto della materia, che segue il ricorso a Genova dei soci dell’associazione formata nel 2009, dopo la creazione di altri due soggetti, quella nel 2012 e l’ultima del 2017, che vede come attori Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. In quel caso specifico, l’elemento di continuità è rappresentato da Beppe Grillo, capo politico della prima e garante della seconda, con poteri di sfiducia al leader. Ma il problema si ripropone ora che a Giuseppe Conte è stato affidato il compito di studiare una nuova forma-partito per il Movimento. “La prossima udienza è a luglio”, scandisce Borrè, che aspetta di capire le evoluzioni e le mosse dell’ex premier e della dirigenza grillina.

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