Roma, 18 feb. (LaPresse) – “La soluzione adottata dal Vaticano è del tutto logica e potrebbe essere adottata anche nell’ordinamento italiano: libertà di non vaccinarsi, ma non se si svolgono attività che possono mettere a rischio la sicurezza altrui. In altre parole, un dovere di vaccinarsi – pur non previsto in linea generale dalla legge – può sorgere come conseguenza di un contratto di lavoro, così come di un contratto di trasporto, o di albergo o ristorazione. Perché la libertà dell’individuo non può spingersi oltre il limite del diritto alla salute degli altri”. Lo dichiara a LaPresse Pietro Ichino, giuslavorista professore ordinario all’Università di Milano, commentando il decreto vaticano che prevede sanzioni importanti, fino al licenziamento, per i lavoratori dello Stato Città del Vaticano che si volessero sottrarre al vaccino anti-Covid senza valido motivo.

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