Milano, 17 feb. (LaPresse) – Nell’anno del Covid si registra un’impennata record del numero di interdittive antimafia. Lo sostiene il rapporto di Libera, dal titolo ‘Il triangolo pericoloso. Mafie, corruzione e pandemia’ che cita i dati del ministero dell’Interno, secondo cui nel 2020 sono state 2.130, 177 al mese, sei al giorno con un incremento del 38% rispetto il 2019. Il 68% delle interdittive riguardano le regione del Sud mentre il 24% sono state emanate nel Nord Italia. Le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) ricevute dalla Uif (Unità di informazione finanziaria per l’Italia-Banca d’Italia) l’anno scorso sono state 113.187, con un aumento del 7 % nel confronto con l’anno precedente. A fronte di una diminuzione al Nord, in particolare in Lombardia (-6,2%) e Liguria (-10,4%), Friuli Venezia Giulia (-6,2%), nel resto del Paese le Sos sono in aumento: +35,6% nel Lazio, +20% in Puglia, +20% in Calabria, +14% in Campania e +23,7% in Sardegna, in Trentino Alto Adige (+23,5%). Da registrare anche aumenti nelle regioni medio- piccole Basilicata (+13%) Umbria (+6%) Valle d’Aosta (+15,7%). A livello provinciale, Prato, Milano, Napoli, Roma e Rimini si collocano ai primi cinque posti per numero di segnalazioni di operazioni sospette in rapporto alla popolazione.

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