Roma, 11 feb. (LaPresse) – “Difficile negare che – in un contesto ancora segnato da una chiara prevalenza, anche nel sentire comune, delle politiche di austerità – forse l’istituzione europea che per prima ha iniziato a cambiare approccio, rispondendo nei limiti delle proprie competenze a quella crisi, è stata la Banca centrale europea, attraverso l’attuazione di una politica monetaria non convenzionale”. Lo scrive il presidente della Camera, Roberto Fico, in una lettera aperta per commentare il risultato della votazione, sulla piattaforma Rousseau, attraverso la quale gli iscritti al M5S hanno dato il via libera all’appoggio per il governo Draghi. “In particolare l’impegno della Bce, presieduta da Mario Draghi, a fare ‘qualunque cosa serva’ per rispondere alla crisi dei debiti sovrani si è sostanziato nell’acquisto sul mercato secondario di un ammontare potenzialmente illimitato di titoli governativi in modo da garantire agli Stati la possibilità di finanziarsi a tassi accettabili. Queste misure hanno permesso ai Paesi più indebitati, tra cui l’Italia, di superare la crisi dello spread, evitando il rischio di default”, aggiunge. “Tali misure sono state adottate superando le forti resistenze della Bundesbank e di una parte del mondo politico tedesco. Tanto è vero che il Tribunale federale costituzionale tedesco ha messo in dubbio la proporzionalità tra la politica monetaria condotta dalla Bce e gli effetti di politica economica concretamente prodotti nell’Eurozona”, sottolinea la terza carica dello Stato.

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