L’Aquila, 10 feb. (LaPresse) – Sotto la forma di “forte raccomandazione” alle quattro Asl abruzzesi, in una circolare a firma dell’assessora alla Sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, e del direttore del dipartimento sanità, Claudio D’Amario, si dispone che “l’interruzione farmacologica di gravidanza con utilizzo di mefipristone e prostaglandine (più nota come pillola Ru486 ndr),sia effettuata preferibilmente in ambito ospedaliero e non presso i consultori familiari”. Verì ha spiegato che la decisione è stata presa perché le donne dovrebbero essere assistite in ambienti più consoni e dovrebbero ricevere le necessarie informazioni così come previsto nelle indicazioni terapeutiche dei prodotti. In sostanza, le donne alle quali viene somministrato il farmaco dovrebbero poter disporre, nella stessa sede in cui vengono assistete, di strutture mediche adeguate, così da poter far fronte a eventuali effetti collaterali, condizione che per l’assessora Verì non sarebbero garantite nei consultori familiari.

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