I Marlene Kuntz celebrano i 30 anni de ‘Il Vile’ con una ristampa speciale in vinile dell’album, uno dei cardini del rock alternativo italiano, in uscita il 6 marzo . La versione speciale numerata e in edizione limitata viene arricchita dai disegni dell’illustratore e fumettista Alessandro Baronciani, che in passato ha disegnato le cover di nomi di punta della scena indipendente italiana, come Baustelle, Bugo, Tre Allegri Ragazzi Morti e Perturbazione. Quel lavoro, uscito nel 1996, segnò il salto per la band cuneese, che aveva già stupito il mondo dell’indie italiano con l’esordio di ‘Catartica’ nel 1994, pubblicato dall’etichetta discografica Consorzio Produttori Indipendenti, legata ai Csi di Giovanni Lindo Ferretti, fan della prima ora dei Marlene. Quel rock sporco, abrasivo, rumoroso e tormentato richiamava i numi tutelari dell’alternative rock americano come i Sonic Youth e si cristallizzò ulteriormente ne ‘II Vile’ che impose la band come uno dei nomi di punta della scena alternativa italiana, che in quegli anni ’90 riuscì a travalicare i confini dell’underground, insieme a Csi, Afterhours, Bluvertigo, Subsonica, Almamegretta e Casino Royale.
Godano: “Concerti dal sapore di amarcord intenso”
“Siamo consapevoli che c’è un interesse da parte di una fetta del nostro pubblico. Questo è un primo significato, e poi queste riedizioni si accompagnano di prassi a questi concerti, che non siamo solo noi a fare”, spiega a LaPresse Cristiano Godano, cantante, chitarrista e paroliere del gruppo. “C’è un desiderio da parte delle persone di fare un tuffo nel proprio passato glorioso di ascoltatori attivi, persone che però poi crescendo nella vita hanno dovuto smorzare questo entusiasmo, perché la vita ha tutte le sue esigenze pratiche: si invecchia, non si riesce più a stare dietro a queste cose. Questi concerti quindi hanno il sapore dell’amarcord intenso“, prosegue il frontman dei Marlene: “Per noi musicisti è un occasione di eccitato divertimento, si va sul palco e si riprende un modo di suonare che quando eravamo giovani era l’unico che avevamo a disposizione, poi crescendo abbiamo ampliato il nostro range espressivo – è il ragionamento del rocker piemontese – .Quindi si tratta di recuperare quella particolare via espressiva e farla sfogare al meglio. Se poi le cose vengono bene, è particolarmente eccitante, è divertente ed è anche molto intenso, ovviamente, non è un divertimento come posso dire caciarone”. Alla domanda se per la riedizione de ‘Il Vile’ avesse riascoltato quel lavoro, Godano risponde: “Di solito non riascolto le nostre cose, ma te lo potranno dire tutti i musicisti, che nel momento in cui pubblicano qualcosa sono soddisfatti, perché si sono tolti il peso della creazione, che ovviamente è anche gioiosa ma è come un parto. Però per questo progetto l’ho ascoltato sulle piattaforme digitali e sentivo tutti i pezzi in funzione del ritrovare le note, sostanzialmente per poterle suonare. Poi un giorno me lo sono messo su in macchina, a tutto volume, per farmi investire dalla musica e sono rimasto sorpreso: ha ragione la gente a dire che è un gran disco”.

Il frontman: “Album riuscito ma i Marlene sono anche altro”
Il leader dei Marlene Kuntz però poi sottolinea come ‘Il Vile’ abbia anche generato degli equivoci sulla natura del gruppo. “All’epoca non avevamo ancora la consapevolezza che i Marlene sarebbero diventati una delle band più importanti del rock italiano, quella è arrivata dopo, in quegli anni vivevamo il sogno di essere riusciti a imporci all’attenzione del nostro mondo, della nostra scena. Era un altro mondo, un altro contesto anche sociale – riflette Godano -. ‘Il Vile’ con quel suo essere un monolite di suono ha creato anche qualche tipo di equivoco. Non ho mai voluto essere solo quella cosa lì e lo dimostra il percorso dei Marlene dal quarto disco in avanti, dove abbiamo inserito degli altri strumenti perché non avevo interessa a essere una band che fa solo casino, che fa qualcosa che ne ‘Il Vile’ è quasi vicino all’hard rock, alla Soundgarden o alla Sonic Youth di ‘Daydream Nation, con quell’aggressione sonora ma io non volevo essere soltanto un musicista aggressivo quindi poi abbiamo cercato anche altro forme espressive – chiarisce il cantante del gruppo – . Ma essendo in effetti un disco riuscito poi qualcuno sentendoci sperimentare altre cose, ha pensato le cose che abbiamo letto, che ci eravamo rincoglioniti, tutte queste stupidaggini”. Tra le sue influenze, che emergono di più nei suoi lavori solisti, Cristiano oltre all’ovvio Leonard Cohen, cita le band americane degli anni ’80 tra rock, radici e psichedelia del movimento di culto ‘Paisley Underground’ come Dream Syndicate e Rain Parade. Nella conversazione si inserisce il chitarrista Riccardo Tesio, che invita i giovani ai concerti dei Marlene Kuntz: “Sono sicuro che molti ragazzi siano stufi di sentire un certo tipo di musica, se vogliono venire a sentire un po’ di rock suonato, staranno bene”.

Ph Michele Piazza
Le date del tour
I Marlene Kuntz saranno sul palco con ‘Marlene Kuntz suona Il Vile’ organizzato da Kashmir Music. Queste le date
- 5 marzo, The Cage, a Livorno
- 7 marzo Mamamia a Senigallia
- 12 marzo New Age a Treviso
- 19 marzo Estragon a Bologna
- 20 marzo, Orion a Roma
- 25 marzo Hall a Padova
- 26 marzo Alcatraz a Milano
- 27 marzo Viper a Firenze
- 8 aprile Hiroshima mon amour a Torino (nuova data)
- 9 aprile Hiroshima mon amour a Torino (sold out)
- 16 aprile Casa della musica a Napoli
- 18 aprile Demodé a Bari

