Colpo di calore, il documento che punta a uniformare le cure

Colpo di calore, il documento che punta a uniformare le cure
Claudio Furlan/LaPresse

Standardizzare il trattamento del colpo di calore: con questo obiettivo Simeu ha redatto un documento rivolto alle istituzioni

Negli ultimi vent’anni la mortalità correlata al calore negli over 65 è aumentata del 54%. Il classico colpo di calore, se non trattato tempestivamente, porta alla morte nell’80% dei casi, mentre quello da sforzo causa il decesso una volta su tre. Sono anche questi numeri ad aver indotto Simeu, la Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza, a redigere il position paper ‘Percorso calore’, il Pdta che definisce a livello nazionale la gestione integrata delle patologie da calore, dal soccorso territoriale del 118 fino alla terapia sub-intensiva. 

Il colpo di calore

Esattamente come infarti o ictus, il colpo di calore è un’emergenza che richiede un intervento immediato. “L’obiettivo terapeutico è portare la temperatura centrale sotto i 39 gradi entro trenta minuti dal riconoscimento”, chiarisce Mario Guarino, vicepresidente nazionale Simeu e dirette della Medicina d’emergenza-urgenza dell’Ospedale Cto di Napoli, che ha anticipato i contenuti essenziali del documento al Tavolo interistituzionale del 2 luglio scorso. “Significa che il raffreddamento va iniziato sul posto, prima del trasporto, non al momento dell’arrivo in pronto soccorso”. 

Le linee operative di ‘Percorso calore’

Sono quattro le linee operative su cui si articola il ‘Percorso calore’. Il documento prevede anzitutto un triage dedicato e fast-track, con criteri clinici ed epidemiologici per l’identificazione precoce dei pazienti a rischio fin dal primo accesso: anziani, fragili, pazienti con patologie croniche, lavoratori esposti. ‘Percorso calore’ stabilisce anche dei protocolli clinico-assistenziali standardizzati per la gestione immediata del colpo di calore, della disidratazione severa e dello scompenso di patologie preesistenti. 

Si punta poi sull’integrazione tra rete ospedaliera e territoriale, con flussi informativi e percorsi protetti di dimissione verso assistenza primaria e Adi. Infine si prevede una rimodulazione delle risorse nei periodi critici, con l’attivazione straordinaria degli organici e delle aree di osservazione. 

Gli standard

Il documento definisce standard puntuali: misurazione della temperatura rettale come unico metodo attendibile per la temperatura centrale, raffreddamento attivo precoce con interruzione a 38,6 gradi per prevenire il fenomeno dell’afterdrop, divieto di antipiretici, dotazione specifica delle ambulanze nel periodo 1 maggio-30 settembre, formazione annuale del personale di 118, pronto soccorso, Obi e semi-intensiva da completare entro il 30 aprile.

Simeu, fanno sapere dalla società scientifica, è disponibile “a collaborare con il ministero della Salute per integrare i contenuti del Percorso calore nelle direttive ministeriali operative per le stagioni estive”. Il punto, per Guarino, “non è la competenza, che nei nostri pronto soccorso c’è. Il punto è l’omogeneità. Un paziente con colpo di calore deve trovare lo stesso percorso e gli stessi tempi ovunque si trovi”. 

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