Scoperta una ‘spia’ dei disturbi del neurosviluppo: lo studio

Scoperta una ‘spia’ dei disturbi del neurosviluppo: lo studio

L’alterazione di un piccolo gene non codificante è alla base del 10% dei casi di disturbi recessivi del neurosviluppo.

L’alterazione di Rnu2-2, un piccolo gene non codificante, è alla base del 10% dei casi di disturbi recessivi del neurosviluppo. La scoperta, che apre la strada a una diagnosi più rapida e a future terapie, si deve ai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con la Icahn School of Medicine e Stanford University. 

Lo studio

Lo studio – frutto di una vasta rete internazionale che ha coinvolto anche numerosi centri di ricerca europei – è stato pubblicato su Nature Genetics. Una ricerca che “offre nuovi strumenti per arrivare alla diagnosi nelle malattie del neurosviluppo, le cui basi molecolari sono ancora largamente sconosciute”, sottolinea Alessandro Bruselles, ricercatore dell’Iss e uno degli autori dello studio. 

I ricercatori hanno scoperto che il disturbo è causato dalla quasi totale assenza di una corta sequenza di Rna, chiamata U2-2, prodotta dal gene Rnu2-2. I bambini affetti dalla patologia ereditano di solito una copia alterata del gene da ciascun genitore sano: è proprio la combinazione delle due varianti a compromettere il corretto sviluppo cerebrale. 

Le malattie del neurosviluppo 

Le malattie del neurosviluppo presentano una notevole variabilità clinica, con sintomi che differiscono da bambino a bambino, a seconda del tipo di alterazione genetica. Tra le manifestazioni più comuni si osservano ipotonia, ritardi nello sviluppo e difficoltà nel linguaggio

In alcuni casi si riscontrano lievi difficoltà di apprendimento o tratti dello spettro autistico. In altri possono comparire epilessia, disturbi del movimento o difficoltà nella deambulazione. Nei quadri più severi possono poi emergere problemi di alimentazione o difficoltà respiratorie. 

Una svolta per la diagnosi  

La scoperta ha un valore clinico reale: sapere qual è il difetto genetico alla base del disturbo evita esami inutili e ritardi nella diagnosi. Trattandosi inoltre di una malattia recessiva, la scoperta del gene è utile nel counseling genetico prenatale o pre-impianto: se entrambi i genitori sono portatori dell’alterazione del gene, il rischio di malattia per il figlio è del 25%. 

“La scoperta del coinvolgimento dei geni Rnu2-2 e Rnu4-2 nelle malattie del neurosviluppo rappresenta un importante passo avanti nella comprensione delle cause genetiche delle disabilità intellettive”, spiega Marco Tartaglia, responsabile della Funzione di genetica molecolare e genomica funzionale del Bambino Gesù e coordinatore del team di ricercatori che ha contribuito allo stadio.

“È ragionevole aspettarsi che mutazioni che coinvolgono questi e altri geni non codificanti proteine – conclude – possano spiegare una quota considerevole delle malattie che rimangono ancora oggi senza diagnosi”.

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