Nuove ombre sull’industria farmaceutica. Mentre ancora si temono le conseguenze per il settore della Guerra in Medio Oriente, l’amministrazione Trump si sta preparando a imporre dazi del 100% su alcuni farmaci, spingendo al contempo le aziende farmaceutiche ad aumentare la produzione negli Stati Uniti. Lo riporta il Financial Times, che cita fonti a conoscenza della questione, secondo le quali le nuove tariffe verrebbero applicate alle aziende che non hanno ancora stipulato accordi con la Casa Bianca.
I precedenti
Il Financial Times ricorda che lo scorso autunno il presidente Usa aveva minacciato di imporre tariffe del 100% sulle importazioni di farmaci di marca o brevettati, a meno che il produttore non avesse costruito uno stabilimento negli Stati Uniti.
Le aziende che hanno stretto accordi con l’amministrazione
E in effetti da allora qualcosa si è mosso. Pfizer, AstraZeneca e Novo Nordisk sono tra le aziende che hanno stretto accordi con l’amministrazione Trump per incrementare gli investimenti negli Stati Uniti e ridurre i prezzi dei loro farmaci in cambio di una sospensione dei dazi.
L’accordo con il Vecchio Continente
Dopo mesi di minacce, lo scorso anno gli Usa avevano concordato con l’Unione Europea un tetto massimo del 15% in merito ai dazi per i farmaci provenienti dal Vecchio Continente. Un accordo che finora ha retto. Quanto all’Italia, tra tutti i settori manifatturieri, in termini di export la farmaceutica è leader per crescita: con 69,2 miliardi di euro è preceduta solo dalla meccanica.

