È uno di quei momenti che spesso tornano negli incubi per tutta la vita: la Maturità non si dimentica. “Oggi molti studenti oscillano tra due estremi apparentemente opposti: o c’è un’ansia da prestazione paralizzante, che quasi non fa respirare, oppure si propende per il totale disinteresse. In realtà questi due aspetti, che sembrano diametralmente opposti, hanno la stessa radice: la paura”. Ad analizzare l’atteggiamento dei ragazzi alle prese con la Maturità 2026 è la psicologa Antonella Elena Rossi, che a LaSalute di LaPresse sottolinea i 3 errori da evitare in questi giorni che precedono l’esame. Favoriti, appunto, dalla paura.
La paura e i due atteggiamenti dei maturandi
“C’è chi vive la paura cercando di controllare tutto, studiando fino allo sfinimento, memorizzando perfino le virgole, dormendo poco e sentendo addosso tutto giudizio degli altri e chi, invece, si spegne completamente emotivamente, come se non gli importasse. Si dissocia, procrastina, finge che proprio non gli interessi nulla, ma sottolineo la parola finge”, dice Rossi. Questo perché dietro l’apparente freddezza, che sconcerta molti genitori, “spesso c’è la stessa domanda degli ansiosi: e se non riuscissi a superare questo questo esame di Maturità?”.
Tra giudizio sociale e rebus commissari esterni
Quest’anno poi, tra le novità dell’esame, c’è quella delle commissioni “ridotte”: cinque membri anziché sette, di cui due interni, due esterni e un presidente esterno. “Di fatto quello di Maturità per molti ragazzi rappresenta il primo vero esame, il primo confronto con il giudizio sociale, i commissari esterni, la paura di deludere, ma soprattutto l’ansia del futuro. Molti ragazzi – racconta la psicologa – mi dicono ‘se supero l’esame di maturità, poi dopo dovrò veramente crescere’”.
Insomma, oltre al timore di fallire “c’è la paura di crescere, l’ansia del futuro, il confronto continuo con gli altri e il timore di non sapere chi siamo davvero. Per una generazione così iperconnessa, abituata a performare continuamente, anche il fallimento sembra diventare pubblico”, riflette Rossi.
I tre errori da evitare nella preparazione alla Maturità 2026
La psicologa si rivolge agli studenti: “Dobbiamo evitare tre errori: il primo è trasformare la Maturità in un giudizio sul proprio valore. Ricordatevi che non siete il voto, perché un voto misura una performance, non il valore umano di una persona: quando un ragazzo pensa ‘se vado male, valgo meno’, l’ansia esplode”.
Il secondo errore “è studiare senza pause, pensando che la stanchezza sia produttività. Il cervello sotto stress cronico memorizza meno, tanto è vero che quando abbiamo dei periodi d’ansia rischiamo di buttare l’immondizia nel forno: si perde lucidità e aumenta il senso di impotenza”, avverte la specialista.
Infine l’ultimo errore è “isolarsi completamente: molti ragazzi si chiudono, smettono di parlare delle proprie paure. Si convincono di essere gli unici a sentirsi così fragili, mentre l’ansia cresce nel silenzio. Ecco perché chiedere aiuto in questi casi è fondamentale”.
Come non soccombere alla fase finale di studio
Come gestire al meglio i giorni che restano da qui alla prima prova scritta della Maturità 2026, in programma giovedì 18 giugno alle 8.30? “Iniziare con programmi di ripasso realistici”, raccomanda Rossi. E poi “dormire perché la memoria ha bisogno di sonno. Il mio consiglio è alternare lo studio con momenti di decompressione senza sensi di colpa”.
Occhio ai ‘sotuttoio’
Niente “studio matto e disperatissimo”, dunque. Se poi abbiamo la tentazione di chiedere lumi ai più bravi, “meglio non confrontarsi continuamente con chi sembra sempre pronto: c’è sempre il primo della classe, il ‘sotuttoio’ che ci fa sentire impreparati. Ricordiamo che l’esame di Maturità finisce, mentre la salute psicologica resta e, soprattutto, che la Maturità non misura chi diventerai nella vita, ma soltanto come stai affrontando questo momento. A volte i ragazzi più terrorizzati non sono i meno preparati, ma quelli che credono di doversi meritare amore e approvazione futura attraverso la perfezione”, conclude la specialista.

