La città può rivelarsi un labirinto per le persone con autismo. Pensiamo solo che il 90% delle 500mila persone nello spettro autistico non si sposta in autonomia, un problema che le famiglie conoscono molto bene. Un aiuto arriva ora dalla tecnologia: BluGo è la prima applicazione italiana che consente di spostarsi in autonomia e in sicurezza. Grazie a una rete di volontari certificati, SPID, QR Code e GPS in tempo reale, coordina la presa in carico dalla fermata fino a destinazione gratuitamente per l’utente.
L’app è stata presentata Magliano de’ Marsi, alla vigilia della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, dal fondatore Stefano Fonzi, alla presenza dei Sindaci dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa. Saranno proprio i Comuni a rendere possibile l’utilizzo sul territorio, attraverso il coinvolgimento delle aziende di trasporto pubblico locale.
Come è nata l’idea
Il progetto nasce da un’esperienza concreta. “Volevamo mandare nostro figlio Francesco, appassionato di cucina, all’Istituto Alberghiero all’Aquila – racconta Stefano Fonzi, ideatore dell’app – ma si trova a 55 km di distanza ed era impossibile accompagnarlo e riprenderlo ogni giorno in automobile. Da solo però non avrebbe saputo dove andare. E così abbiamo capito, con mia moglie, che c’era un’esigenza comune alle persone con spettro autistico e alle loro famiglie che doveva essere accolta e risolta”.
“Ecco perché BluGo nasce con un respiro nazionale: vorremmo che fosse non solo un’app, ma un modello applicato su tutto il territorio. E auspichiamo che più comuni possibili aderiscano, per dare ai nostri figli e, in generale, alle persone nello spettro autistico, il diritto e la libertà di vivere una vita il più possibile autonoma e in sicurezza, almeno negli spostamenti”.
Come funziona l’app
Una volta scaricata l’applicazione, si pianifica il viaggio indicando orari, punto di partenza, destinazione finale ed eventuali tappe. Quando la persona scende dal mezzo pubblico, un volontario certificato – già allertato dal sistema e presente nel raggio di 5 km dalla fermata – la prende in carico tramite QR code e la accompagna a piedi o con altro mezzo fino alla destinazione finale. L’identità di tutti i soggetti coinvolti è verificata tramite SPID: l’autista del mezzo, il volontario, l’assistito. La famiglia riceve una notifica in tempo reale a ogni passaggio di consegne. In caso di emergenza, un pulsante Sos sempre attivo sul dispositivo dell’assistito notifica il tutore e può attivare una chiamata diretta al 112.
I volontari formati ad hoc
La rete sarà costituita sia dai volontari appartenenti a Pro Loco, Protezione Civile, Associazioni locali, Enti riconosciuti, che da persone vicine alla famiglia o semplici cittadini: tutti dovranno prima aver completato un percorso formativo ad hoc. La formazione, della durata di 12 ore, è erogata da psicologi e tecnici comportamentali specializzati in autismo.
Come vengono gestite le emergenze
La app prevede un protocollo di emergenza a tre livelli. Il primo comprende l’alert automatico alla famiglia in caso di deviazioni della persona con autismo dal percorso o soste identificate come anomale: a quel punto scatta l’immediata notifica con possibilità di attivazione dei servizi di emergenza.

