Si dimette il capogruppo al Senato di Forza Italia Maurizio Gasparri. La decisione – a quanto si apprende da fonti parlamentari azzurre – viene formalizzata oggi nel corso di una riunione dei senatori forzisti . L’ufficializzazione arriva da una nota dello stesso esponente azzurro, che scrive: “Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro”. Un nuovo scossone nella maggioranza, dopo il passo indietro di ieri della ministra del Turismo Daniela Santanchè.
Domani Cdm sul decreto fiscale
Il Consiglio dei ministri, inizialmente ipotizzato per oggi, anche se mai convocato, a quanto si apprende dovrebbe tenersi domani alle 17. Si lavora sul decreto fiscale, annunciato nelle scorse settimana, che dovrebbe prevedere il rinvio della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi, correzioni sull’iperammortamento escludendo il requisito di investimenti made in Europe previsto dalla manovra. Potrebbe entrare nel provvedimento anche una riapertura dei termini della rottamazione quater, per coloro che non hanno versato la rata di novembre.
Rampelli (FdI): “Meloni vuole squadra trasparente e credibile”
“Il presidente Giorgia Meloni vuole affrontare questo scorcio di legislatura nel modo migliore, con una squadra il più possibile, trasparente, limpida, generosa, credibile. Insieme alla competenza si tratta delle sue più note caratteristiche”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia ad Agorà su Rai 3. “Mi sembra legittimo- ha aggiunto- che desideri intorno a sé una squadra che le somigli il più possibile. Penso sia assolutamente legittimo. Tuttavia è opportuno che questo cantar vittoria da parte della sinistra non travalica i confini della decenza, perché tutti sanno, per bocca di analisti qualificati, che non c’è alcuna possibilità di sovrapporre l’esercito dei No al referendum con i voti del centrosinistra. “Basta vedere il semplice differenziale tra il comportamento degli elettori di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e della Lega. Elettori di centrodestra che hanno utilizzato quello che la Costituzione mette a disposizione del cittadino e cioè l’indipendenza nell’esercizio del voto sul referendum dai propri partiti di riferimento. Certo – ha concluso Rampelli – si fanno le valutazioni politiche del caso, è normale ed è giusto farle, ma da qui a pensare che ci sia una maggioranza di centrosinistra che possa superare il centrodestra ci passa un fiume”.
Braga (Pd): “Crisi politica non si chiude con dimissioni”
“15 milioni di No hanno aperto una vera e propria crisi politica nel Governo e non possono bastare le dimissioni imposte da Meloni per chiuderla. La preoccupazione del Governo di fronte a un paese che non cresce, come dice oggi anche l’Ocse, non può essere sopravvivere. Il Pd chiede risposte urgenti ai problemi veri dei cittadini: sanità, lavoro, costo del carrello della spesa”. Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
Calenda: “Basta fuffa, Meloni risponda ma non su dimissioni Santanchè”
“Sì sono dimessi perché inopportuni, inadeguati e incapaci. Cosa deve spiegare? Le spiegazioni noi le vorremmo su Stellantis e ILVA che chiudono; le concessioni idro che non vanno a gara; la risposta all’aggressività di Trump etc. Risposte e proposte possibilmente. Basta con questo circo infantile e inutile. Il mondo va a fuoco e siamo alle soglie di una recessione. #bastafuffa”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda replicando alla richiesta delle opposizioni a Giorgia Meloni di “spiegare” su Daniela Santanchè.

