“Mentre i governi non rispettano i loro impegni per la salvaguardia della natura un milione di specie rischiano l’estinzione”. Lo afferma il Wwf con un nuovo rapporto – ‘Bridging the gap: translating political commitments into an ambitious blobal biodiversity framework’ – lanciato in vista dell’inizio dei negoziati delle Nazioni Unite sulla biodiversità, in programma per domenica 13 marzo.
“La bozza di accordo globale sulla biodiversità negoziata dai governi – rileva il Wwf – non è sufficiente ad invertire la curva della perdita di natura entro il 2030 e non rispetta gli impegni ambiziosi presi pubblicamente per affrontare la crisi di biodiversità che stiamo vivendo”.
“Sono un milione le specie attualmente minacciate di estinzione – dice il Wwf – siamo stanchi di promesse vuote, che non si risolvono in azioni concrete”.
I negoziati di Ginevra – dal 13 al 29 marzo – rappresentano “l’ultima opportunità per i governi di negoziare un accordo globale prima che arrivi a Kunming, in Cina, per l’adozione al vertice sulla biodiversità Cop15 entro la fine dell’anno”.
“I leader mondiali hanno promesso di agire per proteggere la natura e le persone garantendo il raggiungimento di un ambizioso accordo globale sulla biodiversità – osserva Marco Lambertini, direttore generale del Wwf internazionale – ma resta ancora molto da fare con urgenza affinché alle parole corrispondano i fatti; la bozza di accordo globale sulla biodiversità al 2030 (Gbf 2030)” è “oggi troppo poco ambiziosa e limitata. Serve più natura entro il 2030, non meno”.
Il rapporto identifica nove aree in cui la bozza attuale al 2030 “manca di ambizione”. E per esempio, tra queste, “spingere perché si intraprenda un’azione urgente per prevenire l’estinzione delle specie che risultino essere minacciate dal 2022 (quindi immediatamente) e per aumentare l’abbondanza di popolazione di specie che devono esser recuperate entro il 2030; manca un forte meccanismo di revisione che consenta ai governi di rendicontare regolarmente i propri progressi e accrescere il proprio impegno; sono insufficienti le azioni proposte per affrontare i modelli insostenibili di produzione e consumo in gran parte responsabili della perdita di natura; mancano impegni finalizzati a cancellare o riconvertire tutti i sussidi dannosi per la natura; non c’è alcun riferimento esplicito che garantisca l’adozione e l’attuazione di un approccio basato sui diritti”.
Per il Wwf è “essenziale” trasformare “i settori produttivi chiave che favoriscono la perdita di biodiversità (in particolare l’agricoltura e i sistemi alimentari) per affrontare questa crescente emergenza”.
Ambiente: Wwf, un milione di specie rischiano l’estinzione

L’associazione: “Siamo stanchi di promesse vuote, che non si risolvono in azioni concrete”
