Resta ancora difficile la situazione a Cuba anche oltre 30 ore dopo il blackout provocato dal collasso del sistema elettrico nazionale. Alcune zone de L’Avana sono ancora al buio. Restano attivi i locali che usufruiscono di generatori elettrici. In alcune zone la luce è invece stata ripristinata prioritariamente, come nei centri vitali quali gli ospedali.
I lavori per ripristinare la rete elettrica sono in corso. Nella capitale e in province come Matanzas a ovest e Holguin a est, sono stati allestiti microsistemi elettrici locali per rifornire i centri più vitali. I residenti in alcune zone della capitale hanno riferito ad Associated Press che la corrente è tornata nelle prime ore del mattino. L’Unione Elettrica Cubana, che fa capo al ministero dell’Energia e delle Miniere, ha riferito che la disconnessione totale del sistema energetico nazionale è stata causata da un arresto imprevisto di un’unità di generazione presso la centrale termoelettrica di Nuevitas, nella provincia di Camaguey.
Il sistema elettrico nazionale cubano è collassato per la seconda volta nel giro di una settimana.

Le tensioni con gli Stati Uniti
Il governo cubano sabato ha rifiutato la richiesta dell’ambasciata statunitense a L’Avana di importare diesel per alimentare i propri generatori, nel contesto del blocco energetico imposto dagli Stati Uniti sull’isola, secondo fonti Usa. Il diniego arriva mentre il Dipartimento di Stato valuta una possibile riduzione del personale diplomatico a causa della carenza di carburante. Una simile mossa potrebbe innescare misure reciproche contro l’ambasciata cubana a Washington.
Cuba affronta da mesi una grave crisi energetica, aggravata dal calo delle forniture di petrolio, con blackout diffusi che hanno colpito servizi essenziali, ospedali e università. L’isola fatica a coprire il fabbisogno nonostante il ricorso a gas, energia solare e produzione interna. Lo stallo si inserisce nelle tensioni tra Washington e L’Avana, con l’amministrazione Trump che chiede riforme politiche ed economiche e il rilascio dei prigionieri politici in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.
Intanto, organizzazioni umanitarie hanno avviato l’invio di aiuti, mentre Cuba si prepara a ricevere una nuova fornitura di petrolio dalla Russia nelle prossime settimane.

