Notte di missili iraniani su Israele, ma senza provocare feriti; razzi di Teheran anche contro la base Usa Diego Garcia, nell’Oceano Indiano. Israele e Stati Uniti rispondono con attacchi congiunti contro l‘impianto nucleare di Natanz. Netta la condanna dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’agenzia atomica, che ha lanciato un appello “alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare”.
The IAEA has been informed by Iran that the Natanz nuclear site was attacked today. No increase in off-site radiation levels reported. IAEA is looking into the report.
— IAEA – International Atomic Energy Agency ⚛️ (@iaeaorg) March 21, 2026
IAEA Director General @rafaelmgrossi reiterates call for military restraint to avoid any risk of a nuclear… pic.twitter.com/jDCWYbOwao
Sviluppi sul fronte petrolio: il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha dato il via libera alla vendita del greggio iraniano attualmente bloccato in mare. Intanto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, si rivolge ai Paesi islamici che si affacciano sul Golfo Persico: “L’unico beneficiario dei nostri disaccordi è l’entità sionista“, scrive su X.
إلى الدول الإسلامية وجيراننا الأعزاء، أنتم إخوتنا ولسنا في صدد أي نزاع معكم. المستفيد الوحيد من خلافاتنا هو الكيان الصهيوني.
— Masoud Pezeshkian (@drpezeshkian) March 21, 2026
نسأل الله في #عيد_الفطر أن يمنحنا القوة والوحدة بالعمل بتعاليم #رسول_الله لنيل رضاه.
Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, nello Yemen hanno dichiarato che risponderanno a qualsiasi escalation contro l’Iran, compresi i tentativi di riaprire lo Stretto di Hormuz.In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri controllato dagli Houthi ha affermato che qualsiasi tentativo di estendere la guerra “avrà un impatto negativo sulla situazione nell’intera regione, comprese le catene di approvvigionamento, i prezzi dell’energia e l’economia globale in generale”.La dichiarazione è un avvertimento ai Paesi arabi che si sono offerti di unirsi agli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz che “saranno i primi a perdere in questa battaglia”.Gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein sono tra i 22 Paesi europei e asiatici che hanno dichiarato di voler partecipare agli sforzi per riaprire lo stretto.
La televisione di Stato iraniana ha dichiarato, nella serata di sabato, che il bilancio delle vittime della guerra è salito a oltre 1.500 persone. La tv iraniana ha citato il Ministero della Salute.
Il soccorso israeliano, Magen David Adom, ha affermato di star curando circa 30 persone con ferite di varia gravità a seguito dell’impatto di un missile balistico iraniano ad Arad, nel sud di Israele. Una bambina di 5 anni è in gravi condizioni. Lo riporta il Times of Israel. L’esplosione del missile, che si ritiene trasportasse una testata convenzionale contenente centinaia di chilogrammi di esplosivo, ha causato ingenti danni a numerosi edifici.
Il ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita ha dichiarato diversi diplomatici iraniani ‘persona non grata’ e ha annunciato che l’addetto alla sicurezza e il suo assistente, insieme ad altri tre membri dello staff dell’ambasciata iraniana in Arabia Saudita, dovranno lasciare il Paese entro 24 ore. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa diffuso dal ministero, l’Arabia Saudita aveva affermato all’inizio della guerra che l’escalation iraniana avrebbe avuto un impatto sulle relazioni bilaterali attuali e future.
“Le misure non serviranno ad alleviare la più grave crisi energetica di sempre. I paesi dell’Ue cercheranno presto di mettersi in fila per accaparrarsi l’energia russa. La fila è lunga, e loro si metteranno con orgoglio in coda”. Lo scrive in un post sul social X Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Presidente della Federazione Russa per gli investimenti e la cooperazione economica.
“Il nemico ha ricevuto ancora una volta una lezione indimenticabile. L’attacco missilistico nella zona di Dimona ha inviato ancora una volta un messaggio chiaro: nessuna area è al sicuro dai missili iraniani. Il nemico deve arrendersi prima che sia troppo tardi”. È quanto riferisce l’agenzia Tasnim, affiliata ai pasdaran.
Sono saliti a 51 i feriti nell’attacco iraniano sulla citta israeliana di Dimona. Un bambino di 12 anni è in gravi condizioni. Lo riporta Ynet. L’ospedale Soroka di Beersheba ha comunicato di aver accolto il dodicenne, le cui condizioni sono gravi a seguito dell’impatto con delle schegge del missile caduto.
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) afferma di essere a conoscenza delle segnalazioni di un impatto missilistico nella città israeliana di Dimona, aggiungendo che non vi sono indicazioni di danni al centro di ricerca nucleare del Negev. In una dichiarazione, l’agenzia ha affermato che le informazioni provenienti dagli stati della regione non hanno rilevato livelli di radiazione anomali.
L’aeronautica israeliana ha colpito un sito iraniano di ricerca e sviluppo nucleare a Teheran. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), il sito “strategico” presso l’Università Malek Ashtar veniva utilizzato dalle industrie militari iraniane per sviluppare componenti per armi nucleari. L’Università Malek Ashtar, subordinata al ministero della Difesa iraniano, è soggetta a sanzioni occidentali per le sue attività legate ai programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran. Lo riporta il Times of Israel.
Dopo tre settimane di guerra, l’amministrazione Trump ha avviato le prime discussioni sulla fase successiva e su come potrebbero svolgersi i colloqui di pace con l’Iran. Lo hanno riferito un funzionario statunitense e una fonte informata ad Axios. I consiglieri di Trump vogliono iniziare a gettare le basi per la diplomazia.
“Riaffermiamo l’importanza di salvaguardare le rotte marittime e la sicurezza della navigazione, anche nello Stretto di Hormuz e in tutte le vie navigabili critiche associate, nonché la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la stabilità dei mercati energetici”. È quanto si legge in una nota congiunta dei ministri degli Esteri del G7.
“Noi, ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché l’Alto rappresentante dell’Unione europea, esprimiamo il nostro sostegno ai partner nella regione di fronte agli inaccettabili attacchi compiuti dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dai suoi alleati”. È quanto si legge in una nota congiunta. “Condanniamo con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, continuano i ministri del G7, “gli attacchi ingiustificabili del regime iraniano contro questi Stati minacciano anche la sicurezza regionale e globale. Chiediamo la cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano”.
“Proprio ieri, l’Iran ha lanciato un missile balistico intercontinentale a due stadi con una gittata di 4.000 chilometri verso un obiettivo americano sull’isola di Diego Garcia. Questi missili non erano destinati a colpire Israele. La loro gittata può raggiungere le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma si trovano tutte nel raggio di minaccia diretta”. Lo ha affermato il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir. Lo riporta il Times of Israel.
Il Regno Unito ha rassicurato Cipro sul fatto che la base aerea britannica sull’isola non verrà utilizzata per attacchi americani contro l’Iran. Il Regno Unito sta consentendo agli Stati Uniti di utilizzare basi in Inghilterra e sull’isola di Diego Garcia per colpire il programma missilistico iraniano. Ma il governo britannico afferma che il primo ministro Keir Starmer ha comunicato oggi al presidente cipriota Nikos Christodoulides che la base RAF di Akrotiri “non sarà coinvolta nel proseguimento dell’accordo tra il Regno Unito e gli Stati Uniti per l’utilizzo delle basi britanniche nella difesa collettiva della regione”. All’inizio del conflitto, Akrotiri è stata colpita da un drone di fabbricazione iraniana, che ha causato danni ma nessun ferito. L’Iran ha anche lanciato missili contro Diego Garcia nell’Oceano Indiano, senza però riuscire a colpire la base.
Riferendosi alla presidenza a rotazione dell’India nel Brics durante una telefonata con il primo ministro dell’India Narendra Modi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato il gruppo a svolgere un ruolo indipendente nel fermare le aggressioni contro l’Iran e nel salvaguardare la pace e la stabilità regionale e internazionale. Lo si legge in un post sul social X dell’ambasciata iraniana in India.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato in una telefonata con il primo ministro dell’India Narendra Modi che un prerequisito per porre fine alla guerra e al conflitto nella regione è l’immediata cessazione delle aggressioni da parte degli Stati Uniti e di Israele, insieme a garanzie contro il loro ripetersi in futuro. Lo si legge in un post dell’ambasciata iraniana in India sul social X. Pezeshkian ha inoltre proposto l’istituzione di un quadro di sicurezza regionale composto dai paesi dell’Asia occidentale, volto a garantire la pace e la stabilità nella regione attraverso la cooperazione regionale senza interferenze straniere.
Il canale televisivo saudita Al-Hadath ha riferito che Saeed Akajani, comandante dell’unità droni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, è stato ucciso in un attacco contro la sua abitazione nel nord dell’Iran.
L’emittente statale iraniana Irib afferma che le sue forze navali hanno distrutto installazioni presso la base di Al-Minhad negli Emirati Arabi Uniti e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait utilizzando missili balistici e droni. In una dichiarazione pubblicata su Telegram, Irib ha affermato che gli attacchi hanno colpito hangar e serbatoi di carburante di quelli che ha definito “aerei americano-sionisti”, sostenendo che le basi venivano utilizzate per attacchi contro il territorio iraniano.
Il presidente della Camera degli Stati Uniti, Mike Johnson, ha affermato che l’operazione militare in Iran si concluderà rapidamente. “Credo che la missione originaria sia ormai praticamente compiuta”, ha detto Johnson, repubblicano della Louisiana, ad Associated Press e ad altri presenti al Campidoglio questa settimana. “Il nostro obiettivo era neutralizzare i missili balistici e i relativi mezzi di produzione, e indebolire la marina, e questi obiettivi sono stati raggiunti”, ha aggiunto. Johnson ha riconosciuto che la capacità dell’Iran di minacciare le navi nello Stretto di Hormuz sta “prolungando un po’ la situazione”, soprattutto perché gli alleati degli Stati Uniti hanno in gran parte respinto la richiesta di aiuto del presidente, ma ha affermato: “Non appena riusciremo a riportare un po’ di calma nella situazione, credo che sarà praticamente risolta”.
Una fonte politica di Israele ha dichiarato a Ynet: “La guerra in Iran continuerà per settimane. La prolungheremo di almeno altre due settimane”.
Fonti della sicurezza israeliana hanno stimato che l’operazione militare in Libano “si intensificherà presto”, ma che per ora “il centro di gravità continuerà a essere l’Iran”. Hanno aggiunto che Hezbollah subirà “colpi duri che finora siamo riusciti a evitare di infliggere. L’operazione sarà molto potente. Ci sarà un danno grave e profondo alla loro capacità di lanciare razzi e missili. Non arriveremo a una situazione in cui non avranno missili, ma l’obiettivo è una netta distanza oltre il fiume Litani”. Lo riporta Ynet.
Una fonte della sicurezza israeliana ha affrontato la questione della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, affermando che “Khamenei è vivo, ma nessuno conosce le sue condizioni”. Secondo la fonte, “c’è un’alta probabilità che sia ferito, cosciente, ma non in condizioni tali da poter essere visto in pubblico”. Lo riporta Ynet. La fonte ha aggiunto: “Sono le Guardie Rivoluzionarie a governare l’Iran e a rilasciare le dichiarazioni a nome di Mojtaba. Sta succedendo qualcosa di molto strano”.
Qualsiasi azione militare statunitense contro l’isola iraniana di Kharg potrebbe innescare una vasta escalation, compresa la compromissione della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb, nonché ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche regionali. Lo ha affermato l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, citando una fonte militare. La fonte ha affermato che se Washington dovesse dare seguito alle minacce di invadere lo strategico polo petrolifero, l’Iran risponderebbe con misure “senza precedenti” rispetto agli sviluppi delle ultime tre settimane di conflitto. La fonte ha anche avvertito che colpire altre vie navigabili strategiche, tra cui lo Stretto di Bab al-Mandab e il Mar Rosso, è tra le opzioni prese in considerazione dall’Iran e dalle sue forze alleate e ha minacciato che un attacco a Kharg potrebbe interrompere temporaneamente la produzione petrolifera iraniana e innescare ritorsioni contro le infrastrutture energetiche in tutta la regione, aumentando i rischi per i mercati globali.
Non si segnalano feriti in seguito all’attacco missilistico balistico iraniano contro il sud di Israele e al contemporaneo lancio di razzi da parte di Hezbollah contro il nord del Paese. Secondo le prime valutazioni militari, riporta Times of Israel, il missile iraniano, che ha fatto scattare le sirene a Dimona e nelle città vicine, è stato probabilmente intercettato. Si tratta del quinto attacco iraniano contro Israele dalla mezzanotte. Il lancio di razzi da parte di Hezbollah dal Libano ha preso di mira la Galilea occidentale, facendo scattare le sirene a Nahariya e nelle città vicine.
Dopo una pausa di oltre otto ore, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico iraniano. Come riporta Times of Israel, si prevede che le sirene risuoneranno nel sud di Israele nei prossimi minuti.
Crescono al Congresso Usa i dubbi sulla strategia e sull’uscita dal conflitto con l’Iran, avviato dal presidente Donald Trump senza un voto formale di autorizzazione. A tre settimane dall’inizio della guerra, i parlamentari chiedono chiarimenti su obiettivi, tempi e costi. Secondo fonti parlamentari, il bilancio include almeno 13 militari statunitensi uccisi e oltre 230 feriti, mentre il Pentagono ha avanzato una richiesta di circa 200 miliardi di dollari per finanziare le operazioni. Intanto migliaia di soldati sono stati dispiegati in Medio Oriente e i prezzi del petrolio sono in aumento. “Qual è l’obiettivo finale?”, ha dichiarato all’Associated Press il senatore repubblicano Thom Tillis, sottolineando la necessità di una strategia chiara. Critiche arrivano anche dai democratici, che contestano l’assenza di un piano definito. In base al War Powers Act, il presidente può condurre operazioni militari per 60 giorni senza l’approvazione del Congresso, ma con l’avvicinarsi della scadenza cresce la pressione politica sull’amministrazione. Lo stesso Trump ha affermato di valutare un possibile ridimensionamento delle operazioni, mentre la Casa Bianca continua a indicare obiettivi come il contenimento del programma nucleare iraniano e la riduzione delle capacità missilistiche. Tuttavia, la mancanza di una linea chiara alimenta le perplessità anche nella maggioranza repubblicana.
Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim, si sono verificate diverse esplosioni nella base militare statunitense di Juffair, in Bahrein. Un altro comunicato diffuso dalla stessa emittente su Telegram, riporta Sky News, riferisce che diverse potenti esplosioni sono state udite in tutto il Paese insulare nel pomeriggio. La notizia giunge mentre il ministero dell’Interno del Bahrein ha diffuso un avviso sui social media, invitando i cittadini a “recarsi nel luogo sicuro più vicino” a causa delle sirene che segnalano l’arrivo di attacchi.
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato una nuova ondata di attacchi iraniani contro il territorio israeliano e obiettivi statunitensi in Medioriente. Il ministero, la cui dichiarazione è stata citata dall’agenzia di stampa Mehr, ha affermato che gli attacchi prenderanno di mira Tel Aviv, le basi militari statunitensi di Ali al-Salem in Kuwait e di Al-Kharj in Arabia Saudita. Anche Camp Victoria in Iraq sarà colpito durante l’operazione.
Secondo le agenzie di stampa iraniane, un ospedale e un sito turistico nel sud-ovest dell’Iran sono stati danneggiati da attacchi statunitensi o israeliani. Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana, un bambino è rimasto ucciso nel complesso di intrattenimento Ritaj ad Ahvaz, mentre l’ospedale Imam Ali di Andimeshk, situato nella provincia del Khuzestan, al confine con l’Iraq, è stato danneggiato da un’esplosione. L’ospedale ha dichiarato di aver subito danni ingenti a seguito dell’esplosione e di non accettare più pazienti. Il bilancio delle vittime è salito a oltre 1.300 persone in Iran, oltre 1.000 in Libano, 15 in Israele e 13 militari statunitensi nella regione, mentre la guerra entra nella sua quarta settimana.
Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, Ghadir Azarian, un comandante delle Guardie Rivoluzionarie nella provincia iraniana dell’Azerbaigian Orientale, è stato ucciso nei giorni scorsi in un raid aereo. Lo riporta Iran International.
In una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa iraniana Irna, i Guardiani della Rivoluzione annunciano che le loro difese hanno colpito un caccia israeliano che operava nello spazio aereo iraniano questa mattina presto, il terzo incidente di questo tipo dall’inizio della guerra. In precedenza, l’esercito israeliano aveva ammesso che uno dei suoi caccia era stato preso di mira dalla contraerea nello spazio aereo iraniano, ma aveva affermato che il velivolo aveva rilevato la minaccia, non aveva subito danni e aveva completato la sua missione “come previsto”. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, sono stati colpiti più di 200 velivoli nei cieli iraniani durante la guerra, tra cui droni, missili da crociera, aerei cisterna e caccia.
Le forniture di gas iraniano in Iraq hanno iniziato a riprendere dopo un grave attacco al più grande giacimento di gas del mondo. Lo ha dichiarato il ministero dell’Energia iracheno, come riporta Sky News. I flussi erano stati interrotti dopo che Israele aveva attaccato il giacimento di gas iraniano di South Pars mercoledì, scatenando una serie di attacchi di rappresaglia contro le infrastrutture energetiche nella regione del Golfo. L’esercito iraniano ha anche minacciato la “completa distruzione” delle infrastrutture energetiche degli Stati Uniti e dei suoi alleati se i suoi impianti energetici fossero stati nuovamente presi di mira. Le forniture di gas sono riprese a un ritmo di cinque milioni di metri cubi al giorno, ha dichiarato il ministero.
Durante una serie di raid aerei su Teheran avvenuti nella notte, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito decine di obiettivi collegati alla produzione iraniana di missili balistici. Secondo quanto riferito dai militari, tra gli obiettivi colpiti dall’aviazione israeliana ci sono un complesso “chiave” del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, utilizzato per la produzione di componenti per missili balistici, un deposito di componenti missilistici, un complesso del ministero della Difesa iraniano, incaricato della produzione di carburante per missili, e un’altra fabbrica di componenti per missili balistici. Lo riporta il Times of Israel. Colpiti anche diversi sistemi di difesa aerea nell’area di Teheran.
La capacità dell’Iran di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz si è indebolita. Lo ha affermato il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti nel suo ultimo aggiornamento video sulla guerra. Le forze statunitensi “rimangono fedeli al piano di eliminare la capacità dell’Iran di proiettare un’influenza significativa al di fuori dei suoi confini”, ha aggiunto, sottolineando che all’inizio della settimana diverse bombe da 5.000 libbre sono state sganciate su una struttura sotterranea lungo la costa iraniana, utilizzata per immagazzinare missili da crociera antinave, lanciatori di missili mobili e altre attrezzature “che rappresentavano un grave rischio per la navigazione internazionale”. Cooper ha detto ancora che i siti di supporto all’intelligence e i ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi sono stati distrutti.
Una dichiarazione congiunta firmata da 22 Paesi (Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Giappone, Canada, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Bahrein, Lituania e Australia) condanna gli attacchi iraniani contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz e contro gli impianti petroliferi e del gas nella regione. “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, si legge nel comunicato, “le conseguenze delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sulle più vulnerabili”.
I paesi firmatari hanno aggiunto che la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale e hanno avvertito che le interruzioni delle catene di trasporto marittimo e di approvvigionamento energetico rappresentano una minaccia per la sicurezza globale. I 22 hanno inoltre chiesto una moratoria immediata sugli attacchi contro le infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e del gas, e si sono detti pronti a sostenere gli sforzi volti a garantire il passaggio sicuro attraverso lo stretto. La dichiarazione ha inoltre accolto con favore il rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio e ha promesso sostegno ai paesi più colpiti dall’interruzione.
Le conseguenze dell’attuale aggressione da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran “sono molto gravi e si faranno sentire a lungo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un’intervista al canale televisivo Otr, come riporta Tass. Il capo della missione diplomatica russa ha osservato che la storia, in generale, tende a ripetersi a spirale e, “come si suol dire, si ripete come una farsa”, sebbene si possa interpretare questo concetto in modi diversi. “Ma la situazione attuale è seria e tutt’altro che farsesca. Nonostante tutte le manifestazioni esteriori di farsa (e credo che molti lo capiscano), le conseguenze di ciò che stanno facendo i nostri colleghi americani, in questo caso insieme agli israeliani, sono estremamente gravi. Si faranno sentire a lungo”, ha sottolineato Lavrov.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di non aver condotto alcun attacco contro l’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, in Iran, e di non poter commentare le attività americane nel contesto della guerra. Lo riporta il Times of Israel. Secondo Israele i raid sarebbero quindi stati lanciati dagli Stati Uniti.
Le forze armate iraniane hanno affermato che Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire navi non militari nel Golfo. “I nemici americano-sionisti, a causa delle continue sconfitte e dell’incapacità di contrastare la potente offensiva delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran, stanno prendendo di mira navi private e mezzi di trasporto passeggeri nel Golfo Persico. Avvertiamo che, se questa vile aggressione si ripeterà, verranno intraprese azioni severe e di rappresaglia”, ha dichiarato un portavoce delle forze armate, come riportato da Sky News.
Il ministero degli Esteri russo ha condannato l’attacco all’impianto di arricchimento di Natanz, in Iran, attribuito alle forze israeliane e americane. “Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato in un comunicato la portavoce del ministero, Maria Zakharova, come riporta Interfax. Il ministero degli Esteri russo ritiene che le Nazioni Unite e l’Aiea debbano fornire una valutazione obiettiva dell’attacco. “Nonostante le ben note affermazioni sulla ‘completa distruzione’ del programma nucleare iraniano a seguito degli attacchi aerei americani del giugno dello scorso anno, la mattina del 21 marzo l’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, in Iran, che è soggetto alle salvaguardie dell’Aiea, è stato nuovamente attaccato”, ha dichiarato Zakharova. “La comunità internazionale, compresi i vertici delle Nazioni Unite e dell’Aiea, ha l’obbligo di fornire immediatamente una valutazione obiettiva e senza compromessi di queste azioni irresponsabili, che rappresentano un rischio reale di catastrofe in tutto il Medioriente e mirano apertamente a minare ulteriormente la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione”, si legge nel commento.
Le intelligence di Stati Uniti e Israele, tra cui Cia e Mossad, ritengono che il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sia ancora vivo, nonostante il mistero sulle sue condizioni e sul suo ruolo effettivo al vertice del Paese. Lo riporta Axios. L’assenza di un messaggio video per il Nowruz, sostituito da una dichiarazione scritta, ha alimentato i dubbi sulla sua salute e sulla capacità di guidare l’Iran, mentre fonti Usa e israeliane affermano di non avere prove che sia lui a impartire ordini. Secondo le informazioni raccolte, funzionari iraniani avrebbero tentato senza successo di organizzare incontri diretti con Khamenei per motivi di sicurezza, elemento che per l’intelligence indicherebbe che sia ancora in vita. Il quadro è reso più incerto dall’eliminazione di diversi vertici iraniani e da una crisi della catena di comando, con un vuoto di potere che – secondo fonti israeliane – sarebbe in parte colmato dai Guardiani della Rivoluzione. Il caso è stato oggetto di diversi briefing dell’intelligence al presidente Usa Donald Trump, mentre – secondo un funzionario statunitense – resta incerto chi eserciti realmente il comando a Teheran.
“Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”, ha dichiarato un alto funzionario israeliano, mentre un funzionario statunitense ha definito la situazione “oltremodo bizzarra”. “Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi tutta questa briga per scegliere un morto come guida suprema, ma allo stesso tempo non abbiamo prove che stia assumendo il comando”, ha aggiunto il funzionario statunitense.
I missili contro la base anglo-britannica di Diego Garcia nell’Oceano Indiano sono stati lanciati prima dell’annuncio fornito ieri dal governo britannico sull’utilizzo delle sue basi da parte degli Stati Uniti. Lo ha riferito Sky News.
Il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, l’ammiraglio Brad Cooper, ha dichiarato che l’esercito americano ha colpito oltre 8.000 obiettivi in Iran dall’inizio della guerra, sottolineando al contempo il continuo calo degli attacchi iraniani. “Finora abbiamo colpito oltre 8.000 obiettivi militari, tra cui 130 navi iraniane, realizzando la più grande eliminazione di una marina militare in un periodo di 3 settimane dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha affermato Cooper in un video, come riporta Times of Israel. “La mia valutazione operativa rimane la seguente: la capacità di combattimento dell’Iran è in costante declino, mentre i nostri attacchi offensivi si intensificano”, ha aggiunto Cooper, secondo cui l’esercito statunitense sta “neutralizzando migliaia di missili iraniani, droni d’attacco avanzati e l’intera marina iraniana, che l’Iran utilizza per ostacolare il traffico marittimo internazionale”. “La loro marina non naviga, i loro caccia tattici non volano e hanno perso la capacità di lanciare missili e droni con la stessa frequenza degli inizi del conflitto. I nostri progressi sono evidenti”, ha aggiunto.
Teheran ha dichiarato di aver “gravemente interrotto” i voli e il rifornimento di carburante degli aerei militari israeliani con attacchi di droni contro serbatoi di carburante e aerei cisterna presso l’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv. In una dichiarazione, riporta Al Jazeera, l’esercito ha affermato che gli attacchi dell’esercito iraniano e dei Guardiani della Rivoluzione contro obiettivi militari hanno anche costretto Israele a evacuare un certo numero di militari. Gli attacchi “continueranno con forza” finché la minaccia per l’Iran non sarà “eliminata”, si legge nella dichiarazione. L’aeroporto Ben Gurion, a pochi chilometri a sud-est di Tel Aviv, ospita unità speciali dell’esercito israeliano e si trova accanto a strutture di manutenzione e riparazione per i caccia israeliani.
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha parlato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, condannando gli attacchi alle infrastrutture nella regione. “Ho parlato con il presidente Masoud Pezeshkian e gli ho trasmesso gli auguri per l’Eid e il Nowruz. Abbiamo espresso la speranza che questo periodo di festa porti pace, stabilità e prosperità all’Asia occidentale. Condanno gli attacchi alle infrastrutture critiche nella regione, che minacciano la stabilità regionale e interrompono le catene di approvvigionamento globali”, ha scritto Modi su X, aggiungendo di aver ribadito “l’importanza di salvaguardare la libertà di navigazione e di garantire che le rotte marittime rimangano aperte e sicure”. “Apprezziamo il continuo sostegno dell’Iran alla sicurezza dei cittadini indiani presenti nel Paese”, ha aggiunto il premier indiano.
I missili iraniani diretti verso la base congiunta Regno Unito-Stati Uniti nell’isola di Diego Garcia nell’Oceano Indiano non hanno raggiunto l’obiettivo. Lo riferisce la Bbc. Secondo quanto appreso, l’attacco non ha avuto successo e sarebbe avvenuto prima dell’annuncio britannico sull’ampliamento dell’uso delle basi da parte degli Stati Uniti. Il ministero della Difesa britannico non ha confermato né smentito l’episodio, limitandosi a sottolineare che le azioni di Teheran rappresentano “una minaccia per gli interessi e gli alleati” del Regno Unito. Londra ha autorizzato Washington a utilizzare la base di Diego Garcia per missioni difensive, mentre al momento non risultano operazioni di bombardamento partite da questa installazione.
Secondo il ministero della Difesa, oggi gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato tre missili balistici e otto droni lanciati dall’Iran. “Dall’inizio della palese aggressione iraniana, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 341 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.748 droni”, si legge nella dichiarazione pubblicata su X. “Questi attacchi hanno causato la morte di 2 membri delle forze armate in servizio attivo, nonché di 6 vittime di nazionalità pakistana, nepalese, bengalese e palestinese. In totale, 160 persone sono rimaste ferite, con lesioni di varia gravità, da lievi a moderate e gravi”.
Un uomo iraniano e una donna rumena sono stati incriminati per aver tentato di entrare nella base navale scozzese che ospita i sottomarini nucleari britannici. La polizia scozzese ha dichiarato che l’uomo di 34 anni e la donna di 31 compariranno lunedì davanti al tribunale di Dumbarton. I due sono stati fermati giovedì dopo aver tentato di entrare nella base navale di Sua Maestà a Clyde, a circa 64 chilometri a nord-ovest di Glasgow. La base, nota anche come Faslane, ospita il nucleo della flotta sottomarina del Regno Unito, compresi i sottomarini che trasportano armi nucleari.
L’attacco odierno all’impianto di arricchimento di Natanz, in Iran, è stato condotto dagli Stati Uniti utilizzando le cosiddette bombe ‘bunker buster’. Lo ha riferito l’emittente pubblica Kan, come riporta Times of Israel. Nel giugno del 2025, durante la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran, gli Stati Uniti sganciarono più di una dozzina di bombe GBU-57 Massive Ordnance Penetrator sugli impianti nucleari sotterranei di Fordo e Natanz. Le informazioni di Kan fanno seguito a precedenti notizie diffuse dai media iraniani secondo cui Natanz sarebbe stata colpita da un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele
“L’Aiea è stata informata dall’Iran che oggi il sito nucleare di Natanz è stato attaccato. Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. L’Aiea sta esaminando la segnalazione”. Lo ha comunicato l’Agenzia internazionale per l’agenzia atomica. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi “ribadisce l’appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare”, ha riferito ancora l’agenzia su X
La Commissione europea ha esortato gli Stati membri a ridurre gli obiettivi di stoccaggio del gas e a iniziare gradualmente a riempire le proprie riserve nel tentativo di ridurre la domanda, dopo che la guerra con l’Iran ha colpito i fornitori critici e ha scatenato un’impennata dei prezzi dell’energia. In una lettera visionata dal Financial Times, il commissario europeo per l’energia Dan Jorgensen ha incaricato i ministri dell’energia del blocco di non affrettarsi a ricostituire le riserve di gas esaurite dei rispettivi paesi e di utilizzare la “flessibilità” per ridurre la domanda da parte delle famiglie e dell’industria in un momento in cui “l’offerta è tesa”.
Il ministero della Difesa del Regno Unito ha criticato gli attacchi iraniani definendoli “una minaccia per gli interessi britannici” dopo le notizie del lancio di due missili balistici contro una base militare anglo-americana sull’isola Diego Garcia nell’Oceando Indiano. “Gli attacchi sconsiderati dell’Iran, che si estendono in tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati del Regno Unito”, ha dichiarato un portavoce, come riporta Sky News. “I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e le nostre truppe nella regione. Questo governo ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate”, ha aggiunto il portavoce del ministero della Difesa britannico.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che gli attacchi contro l’Iran si intensificheranno questa settimana. “Questa settimana, l’intensità degli attacchi che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) e l’esercito statunitense condurranno contro il regime terroristico iraniano e le infrastrutture da esso dipendenti aumenterà significativamente”, ha affermato durante un incontro con i vertici militari, come riporta Times of Israel. Katz ha aggiunto che Israele è “determinato a continuare a guidare l’offensiva contro il regime terroristico iraniano, a decapitare i suoi comandanti e a neutralizzare le sue capacità strategiche, fino a quando non sarà eliminata ogni minaccia alla sicurezza dello Stato di Israele e agli interessi statunitensi nella regione”. “Le Idf sono forti, il fronte interno israeliano è forte e non ci fermeremo finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra”, ha concluso.
Un aereo da caccia dell’aeronautica israeliana è stato preso di mira dalla contraerea sopra l’Iran, secondo quanto riferito dai militari. Lo riporta Times of Israel. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), è stato identificato il lancio di un missile terra-aria in direzione del jet. “L’equipaggio ha agito secondo le procedure, il velivolo non ha subito danni e la missione è stata completata come previsto”, ha dichiarato l’Idf in un comunicato.
Il Servizio di intelligence nazionale iracheno ha annunciato che un ufficiale è stato ucciso in un attacco con droni contro il quartier generale dei servizi segreti a Baghdad. “Daremo la caccia a uno dei responsabili e lo consegneremo alla giustizia”, ha comunicato il servizio di intelligence irachena, come riporta Ynet. Un’altro ufficiale sarebbe rimasto ferito.
“La guerra in Iran con il conseguente blocco del traffico nello stretto di Hormuz non ha conseguenze solo sul costo dei carburanti, ma mette a rischio anche la filiera di farmaci fondamentali, come antipiretici, antibiotici, antidiabetici e anche farmaci oncologici. Molti principi attivi vengono infatti prodotti attraverso l’uso di idrocarburi, così come alcuni confezionamenti. L’industria ha scorte sufficienti per alcuni mesi ma, se la guerra dovesse prolungarsi, potrebbe aggravarsi la carenza di farmaci già in atto. La politica e il ministero della Salute dovrebbero occuparsi del problema e approntare un piano di emergenza per questa eventualità. Depositerò una apposita interrogazione parlamentare”. Lo dice la senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini.
Israele e gli Stati Uniti hanno nuovamente attaccato l’impianto di arricchimento dell’uranio a Natanz. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Secondo le autorità iraniane, riporta Tasmin, non si è registrata alcuna fuga radioattiva dall’impianto e i residenti che vivono nelle vicinanze non sono a rischio.
Natanz, il principale sito di arricchimento dell’uranio in Iran, era stato colpito nella prima settimana di guerra e, secondo le immagini satellitari, diversi edifici erano apparsi danneggiati. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) aveva affermato che non si prevedevano “conseguenze radiologiche” a seguito di quell’attacco. L’impianto nucleare, situato a circa 220 chilometri a sud-est di Teheran, era già stato bersaglio di raid aerei israeliani durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025, e anche degli Stati Uniti.
Un funzionario iracheno ha dichiarato che un drone ha colpito la sede dei servizi segreti a Baghdad. Il drone ha preso di mira il quartier generale del Servizio di intelligence nazionale nel quartiere di Mansour a Baghdad, ha dichiarato il generale Saad Maan, responsabile dell’ufficio media della sicurezza irachena, in una breve nota.
Le autorità iraniane hanno confermato di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull’isola di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, secondo quanto riportato dall’agenzia Mehr. L’agenzia di stampa ha descritto l’attacco alla base gestita dai britannici come un “passo significativo” che “dimostra che la gittata dei missili iraniani va ben oltre quanto il nemico avesse immaginato in precedenza”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è rivolto ai paesi arabi in un post su X, affermando che Teheran non ha alcuna intenzione di litigare con loro. “Ai paesi islamici e ai nostri cari vicini, voi siete nostri fratelli e non abbiamo alcuna intenzione di litigare con voi. L’unico beneficiario delle nostre divergenze è l’entità sionista”, riferendosi a Israele.
L’Onu è pronta a contribuire a una soluzione per garantire la sicurezza e la riapertura dello Stretto di Hormuz, nel contesto della crisi legata all’Iran. Lo ha affermato il segretario generale António Guterres in un’intervista a Politico. Guterres ha sottolineato che le Nazioni Unite sono in contatto con i principali attori del Golfo e con i partner europei, e si sono dette disponibili a gestire eventuali meccanismi per ridurre le tensioni e proteggere la cruciale rotta energetica. Il segretario generale ha ribadito il ruolo centrale dell’Onu nella gestione delle crisi internazionali, citando precedenti come l’iniziativa sul Mar Nero per l’export di grano ucraino, e ha evidenziato la necessità di soluzioni basate sul diritto internazionale. Sul piano politico, Guterres ha confermato una cooperazione “attiva” con le strutture legate al ‘Board of Peace’ promosso dal presidente Usa Donald Trump per la ricostruzione di Gaza, pur definendolo un progetto personale e non un modello efficace per affrontare crisi globali. “Preferiamo lavorare direttamente con gli Stati”, ha aggiunto, sottolineando la disponibilità dell’Onu a svolgere un ruolo operativo in eventuali iniziative di de-escalation nella regione
Nuova ondata di missili lanciati dall’Iran verso Israele, con l’esercito israeliano che ha emesso l’ennesimo allarme – almeno il quarto da sabato mattina – invitando la popolazione a raggiungere i rifugi e restarvi fino al cessato pericolo. Come riportano i media israeliani, le forze armate hanno riferito che i sistemi di difesa aerea sono in azione per intercettare i vettori, lanciati poco prima dal territorio iraniano. Secondo i militari, squadre di soccorso e recupero sono state inviate nel centro del Paese, dove sono state segnalate possibili aree di impatto.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato di aver ucciso quattro militanti di Hezbollah durante la loro incursione di terra nel Libano meridionale. Come riporta Haaretz, l’esercito israeliano ha aggiunto di aver “colpito diversi quartier generali di Hezbollah” durante un raid su Beirut.
Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con la leadership iraniana in occasione del Nowruz, il capodanno persiano, ribadendo il sostegno di Mosca a Teheran. Secondo quanto riferito dal Cremlino, il presidente russo ha inviato le sue congratulazioni alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei e al presidente Masoud Pezeshkian e ha augurato al popolo iraniano di superare “con dignità” le attuali difficoltà. Putin ha sottolineato che Mosca rimane un amico leale e un partner affidabile per Teheran in questo momento difficile.
L’esercito iraniano ha avvertito gli Emirati Arabi Uniti di non permettere attacchi dal proprio territorio contro due isole contese vicino allo Stretto di Hormuz. “Qualora dal suo territorio si verificassero ulteriori aggressioni contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi Uniti a pesanti attacchi”, ha dichiarato il comandante operativo militare, Khatam Al-Anbiya, in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, come riportato dal Guardian. Le due isole, controllate dall’Iran ma rivendicate dagli Emirati Arabi Uniti, sono da tempo fonte di disputa tra i due Paesi.
L’amministrazione Trump sta elaborando strategie, metodi e opzioni per mettere in sicurezza o estrarre i materiali nucleari dell’Iran. Lo riporta la Cbs citando diverse fonti informate sul dossier. La tempistica di un’eventuale operazione, qualora il presidente americano decidesse di autorizzarla, non è ancora chiara spiega l’emittente citando una fonte che ha affermato che non è stata ancora presa alcuna decisione. Tuttavia, la pianificazione si è concentrata sul possibile dispiegamento di forze del Joint Special Operations Command, l’unità militare d’élite spesso incaricata delle missioni di contro-proliferazione più sensibili, hanno riferito due fonti alla Cbs. Una portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che spetta al Pentagono occuparsi dei preparativi, mentre un portavoce del Pentagono non ha commentato. Funzionari statunitensi, prosege l’emittente, hanno dichiarato che l’amministrazione Trump non ha escluso la possibilità di tentare di recuperare le scorte iraniane di uranio altamente arricchito come parte dell’attuale campagna militare. Certo, viene sottolineato, qualsiasi missione volta a sequestrare l’uranio sarebbe ardua e potenzialmente rischiosa. “Stiamo parlando di cilindri contenenti gas di esafluoruro di uranio altamente contaminato al 60%, quindi è molto difficile da maneggiare” ha dichiarato Rafael Grossi, direttore generale dell’Aiea al programma CBS News ‘Face the Nation with Margaret Brennan’ questa settimana.“Non sto dicendo che sia impossibile – ha aggiunto -. So che esistono capacità militari incredibili per farlo, ma sarebbe sicuramente un’operazione molto impegnativa”.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno comunicato poco su Telegram di aver “individuato dei missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”. “I sistemi di difesa sono in azione per intercettare la minaccia” viene spiegato. Il messaggio arriva dopo che nella notte sempre l’Idf ha annunciato azioni per colpire “obiettivi dell’organizzazione terroristica Hezbollah a Beirut”. E a seguito proprio degli attacchi a Beirut, inoltre, l’esercito israeliano ha comunicato attacchi anche per colpire “obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran è pronta a facilitare il passaggio delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz, e che i negoziati col Giappone sulla questione sono in corso. Lo riporta lo stesso Araghchi pubblicando su Telegram l’intervista telefonica rilasciata all’agenzia Kyodo News nella quale ha affermato che l’Iran “non ha chiuso lo stretto. Dal nostro punto di vista, è aperto. Èchiuso solo alle navi dei nostri nemici, cioè dei Paesi che ci attaccano. Per gli altri Paesi, le navi possono attraversarlo”.”Naturalmente – ha spiegato – esistono problemi di sicurezza. Siamo pronti, in caso di contatto, a garantire un passaggio sicuro; dialogheremo con loro per trovare un modo sicuro di attraversamento.Siamo pronti a garantire loro un passaggio sicuro. Basta che ci contattino per discutere le modalità”. “Questo tema è stato discusso nel mio ultimo colloquio con il ministro degli Esteri giapponese – ha quindi precisato il ministro -. Le discussioni sono ancora in corso e non entrerò nei dettagli”. Araghchi ha però sottolineato che “il Giappone ha sempre adottato una posizione equa ed equilibrata ed è sempre stato considerato un amico dell’Iran. Abbiamo sempre avuto ottime relazioni con il Giappone e ne siamo consapevoli. Durante questa guerra, ho parlato due volte con il ministro degli Esteri giapponese. Sappiamo che il primo ministro giapponese è stato a Washington. Speriamo che il Giappone possa svolgere un ruolo costruttivo nel porre fine a questa aggressione e garantire che questa guerra ingiusta finisca completamente”.
“Il nostro messaggio è che questa guerra non è la nostra guerra. È una guerra che ci è stata imposta. Stavamo negoziando con gli Stati Uniti quando hanno deciso di attaccarci. Si è trattato chiaramente di un atto di aggressione; un atto illegale, immotivato e non provocato. Ciò che stiamo facendo è semplicemente difenderci. Continueremo a difenderci per tutto il tempo necessario e finché sarà necessario. Pertanto, speriamo che il mondo intero si unisca con una sola voce contro questa aggressione, l’aggressione di Stati Uniti e Israele, e li costringa a fermarla”. Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nell’intervista telefonica rilasciata all’agenzia Kyodo News e rilanciata sul suo canale Telegram. “La nostra posizione è questa, e devo ribadirlo – ha aggiunto -: non accettiamo un cessate il fuoco, perché non vogliamo che lo scenario dello scorso anno si ripeta. La guerra deve finire completamente e in modo permanente, e devono esserci garanzie che questa situazione non si ripeterà. Inoltre, i danni inflitti all’Iran devono essere risarciti”. “Alcuni Paesi – ha spiegato Araghchi – stanno cercando di svolgere un ruolo positivo e costruttivo.Accogliamo con favore qualsiasi iniziativa che possa porre fine completamente a questa guerra. Siamo pronti ad ascoltare e valutare.Tuttavia, al momento, anche se alcuni Paesi stanno cercando una soluzione, non sembra che gli Stati Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione. Pertanto, continueremo a difenderci” e “come ho detto, non cerchiamo un cessate il fuoco. Vogliamo una fine completa, globale e duratura della guerra, e l’unica soluzione accettabile per noi è la sua completa conclusione”.
L’Iran ha lanciato due missili balistici a medio raggio contro Diego Garcia, una base militare congiunta anglo-americana situata nel mezzo dell’Oceano Indiano. Lo riporta il Wall Street Journal, citando diverse fonti statunitensi. Nessuno dei due missili ha colpito la base. Secondo due fonti, uno dei missili non ha funzionato in volo, mentre una nave da guerra statunitense ha lanciato un intercettore SM-3 contro l’altro. Non è stato possibile, ha spiegato un funzionario, stabilire con certezza se l’intercettazione sia effettivamente avvenuta.
È di 30 giorni la revoca, annunciata dal Dipartimento del Tesoro statunitense, delle sanzioni sul petrolio greggio e sui prodotti petroliferi iraniani. Le transazioni “sono autorizzate fino alle 12:01 ora legale orientale del 19 aprile 2026”, si legge nella nota. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che “l’autorizzazione temporanea e a breve termine è strettamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti o produzioni”.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano che stanno conducendo attacchi contro obiettivi di Hezbollah a Beirut.
Teheran non crede all’affermazione di Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di “ridurre gradualmente” le proprie operazioni militari.Lo ha dichiarato alla Cnn una fonte iraniana di alto livello.”Contrariamente alle affermazioni di Trump su una riduzione dell’attività militare nella regione, l’Iran non ha una stima in tal senso e conclude che la posizione militare del nemico nella regione non è cambiata in modo significativo”, ha affermato il funzionario.”Teheran è giunta alla conclusione che non si debba impartire a Trump una lezione o una risposta temporanea; si deve impartirgli una lezione storica”, ha aggiunto.
“L’Iran è la testa del serpente del terrorismo globale e, grazie all’Operazione Epic Fury del presidente Trump, stiamo vincendo questa battaglia cruciale a un ritmo ancora più rapido del previsto. In risposta agli attacchi terroristici iraniani contro le infrastrutture energetiche globali, l’Amministrazione Trump continuerà a impiegare la potenza economica e militare americana per massimizzare il flusso di energia nel mondo, rafforzare l’offerta globale e cercare di garantire la stabilità del mercato”. Lo dichiara su X il segretario al Tesoro americano Scott Bessent.
“Il Dipartimento del Tesoro ha rilasciato un’autorizzazione a breve termine, mirata specificamente, che consente la vendita del petrolio iraniano attualmente bloccato in mare. Al momento, il petrolio iraniano soggetto a sanzioni viene accumulato dalla Cina a prezzi stracciati. Sbloccando temporaneamente questa offerta esistente per il mondo, gli Stati Uniti porteranno rapidamente circa 140 milioni di barili di petrolio sui mercati globali, aumentando la quantità di energia a livello mondiale e contribuendo ad alleviare le pressioni temporanee sull’offerta causate dall’Iran”. Lo dichiara su X il segretario al Tesoro Scott Bessent. “In sostanza, useremo il petrolio iraniano contro Teheran per mantenere basso il prezzo mentre proseguiamo l’Operazione Epic Fury”, spiega. “Questa autorizzazione temporanea e a breve termine è strettamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti o produzioni.Inoltre, l’Iran avrà difficoltà ad accedere a qualsiasi ricavo generato e gli Stati Uniti continueranno a mantenere la massima pressione sull’Iran e sulla sua capacità di accedere al sistema finanziario internazionale”.
“Finora”, prosegue, “l’amministrazione Trump si è adoperata per immettere sul mercato globale circa 440 milioni di barili di petrolio aggiuntivi, minando la capacità dell’Iran di sfruttare le sue azioni di disturbo nello Stretto di Hormuz”. “L’agenda pro-energia del presidente Trump ha portato la produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti a livelli record, rafforzando la sicurezza energetica e riducendo i costi del carburante. Qualsiasi interruzione a breve termine ora si tradurrà in definitiva in vantaggi economici a lungo termine per gli americani, perché non c’è prosperità senza sicurezza”, conclude.
Non ci sono segnalazioni di feriti in seguito all’ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele. Secondo le prime valutazioni militari, il missile, che ha fatto scattare le sirene d’allarme nel deserto del Negev, nel sud del Paese, è stato probabilmente intercettato.
L’Iran ha lanciato un avvertimento agli Emirati Arabi Uniti, minacciando di colpire la città portuale di Ras al-Khaimah se le sue isole nel Golfo continueranno a essere oggetto di attacchi. “Avvertiamo gli Emirati Arabi Uniti che, in caso di rinnovata aggressione proveniente da quel Paese contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, a pesanti attacchi”, ha dichiarato un portavoce dell’esercito iraniano, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib.

