Cisgiordania, colono israeliano armato minaccia due carabinieri

Cisgiordania, colono israeliano armato minaccia due carabinieri
Nablus, Cisgiordania, 11 gennaio 2026 (AP Photo/Majdi Mohammed) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

L’ambasciata italiana protesta con Tel Aviv. La Farnesina “prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico”

Due carabinieri – in servizio al consolato generale di Gerusalemme – sono stati minacciati in Cisgiordania da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile. I militari stavano effettuando un sopralluogo in un villaggio vicino Ramallah, territorio della Autorità Nazionale Palestinese, per preparare una missione degli ambasciatori della Ue.

L’Ambasciata d’Italia ha quindi indirizzato a Tel Aviv una nota verbale di protesta formale al governo israeliano per l’episodio in cui sono stati coinvolti i due carabinieri . Lo riferisce la Farnesina. Su disposizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore italiano a Tel Aviv sta presentando proteste presso varie amministrazioni israeliane preannunciando interventi diretti dell’autorità politica italiana.

Cosa è successo ai due carabinieri in Cisgiordania

I militari sono stati interrogati dal civile. Seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali. L’uomo ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato che i due si trovavano all’interno di un’area militare e dovevano allontanarsi. Da verifica con il Cogat (comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto.

Il personale militare dei Carabinieri, comunica la Farnesina, è rientrato incolume in Consolato e ha riportato all’Ambasciata e alla catena di comando dell’Arma i fatti avvenuti. “Considerata la gravità dell’episodio, l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare nota verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore dell’Idf, la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi)”, comunica ancora la Farnesina che “già prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico”.

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