Secondo quanto riportato dalla rivista statunitense Time, autorità iraniane avrebbero stimato che fino a 30.000 persone potrebbero essere state uccise nei soli due giorni iniziali delle proteste antigovernative di inizio gennaio. La cifra, citata da due alti funzionari anonimi del ministero della Salute, rappresenterebbe il bilancio più alto di vittime finora segnalato, nettamente superiore alle 3.117 morti ufficialmente comunicate dal governo di Teheran.
Il Time precisa di non poter verificare in modo indipendente i dati ma segnala che la stima è coerente con le testimonianze di medici e soccorritori presenti sul campo. Secondo le autorità sanitarie citate dalla rivista, tra l’8 e il 9 gennaio sarebbero stati utilizzati camion a 18 ruote al posto delle ambulanze e i sacchi per cadaveri sarebbero stati esauriti.
Media: “Oltre 36mila morti in repressione proteste”
Iran International, invece, ha fatto sapere che sarebbero oltre 36.500 gli iraniani uccisi dalle forze di sicurezza di Teheran durante la repressione delle proteste. Il canale dell’opposizione iraniana, con sede a Londra, ha fornito questa informazione basandosi su documenti riservati, rapporti sul campo e testimonianze del personale medico e delle famiglie delle vittime recentemente ottenuti. Si tratta del più grande e sanguinoso massacro di civili durante proteste di piazza, in un periodo di due giorni, nella storia del Paese.

