“Oggi Rustem Umerov ha già presentato una relazione preliminare sul lavoro svolto dal team negoziale ucraino in Francia. Si terrà un’altra sessione di colloqui con gli inviati del presidente degli Stati Uniti, che sarà già la terza in due giorni“. Lo scrive in un post sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
“Ci aspettiamo, in particolare, che vengano discusse le questioni più difficili del quadro di base per porre fine alla guerra, ovvero quelle relative alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e ai territori”, aggiunge, “ho anche incaricato la squadra di discutere i possibili formati per gli incontri a livello di leader tra l’Ucraina, altri Stati europei e gli Stati Uniti”. “L’Ucraina non rifugge dalle questioni più difficili e non sarà mai un ostacolo alla pace. La pace deve essere dignitosa”, conclude Zelensky, “e questo dipende dai partner, dal fatto che garantiscano la reale disponibilità della Russia a porre fine alla guerra. Entro la fine della giornata mi aspetto una relazione dettagliata dalla nostra squadra negoziale. L’Ucraina sarà rappresentata agli incontri di oggi da Rustem Umerov, Andrii Hnatov, Kyrylo Budanov, Sergiy Kyslytsya, Davyd Arakhamiia e Oleksandr Bevz”.
“Felice di incontrare il Presidente Zelensky a Nicosia oggi. L’accordo di ieri sulle garanzie di sicurezza è un passo chiave nel nostro lavoro verso una pace giusta e duratura per l’Ucraina. L’adesione dell’Ucraina all’Ue è di per sé una garanzia di sicurezza cruciale. È un percorso consolidato verso un futuro più prospero e stabile per il paese. Il nostro lavoro sta avanzando rapidamente”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, prima delle cerimonia di apertura della presidenza cipriota Ue a Nicosia.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha “accolto con favore i progressi sugli aspetti pratici per garantire una fine giusta e duratura alla guerra contro l’Ucraina, elogiando il lavoro degli Stati Uniti per perseguire la pace e l’impegno degli Alleati nel contribuire alle garanzie di sicurezza. Pur sottolineando il prezioso supporto che Alleati e partner hanno fornito all’Ucraina, ha anche sollecitato a continuare a contribuire, sottolineando le persistenti esigenze che l’Ucraina deve affrontare nel continuare a difendersi dagli attacchi russi“. Lo si legge in una nota pubblicata dopo la riunione della Coalizione dei volenterosi che si è tenuta ieri a Parigi.
Secondo il Wall Street Journal, oggi la Russia ha inviato un sottomarino e altre navi militari per scortare una petroliera della ‘flotta ombra’, che si ritiene sia diretta a Murmansk, nella Russia settentrionale. La nave è inseguita dagli Stati Uniti attraverso l’Atlantico. La petroliera, nota come Bella 1, ha trascorso più di due settimane nel tentativo di eludere il blocco statunitense delle petroliere colpite dalle sanzioni che operavano nei pressi del Venezuela. I dati di tracciamento della nave di MarineTraffic hanno mostrato che la nave oggi si stava avvicinando alla zona economica esclusiva dell’Islanda. Aveva iniziato il suo viaggio in Iran ed era diretta in Venezuela per caricare petrolio, come parte della cosiddetta flotta ombra che trasporta petrolio per Russia, Iran e Venezuela nonostante le sanzioni degli Stati Uniti e dei loro alleati. Dopo che è stata scoperta, la petroliera è stata ribattezzata Marinera, l’equipaggio ha dipinto frettolosamente una bandiera russa sullo scafo ed è stata iscritta al registro navale ufficiale russo. Mosca aveva quindi presentato una protesta diplomatica formale chiedendo a Washington di interrompere l’inseguimento.
Intervenendo alla Camera dei Comuni, il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer ha ribadito il suo impegno a inviare dopo un cessate il fuoco una forza di mantenimento della pace in Ucraina insieme alla Francia. “Terrò la Camera aggiornata sull’evolversi della situazione”, ha detto Starmer, “e se le truppe dovessero essere schierate in base alla dichiarazione firmata, sottoporrei la questione al voto della Camera”. Lo riporta Sky News.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha affermato che vorrebbe che l’Onu fosse “coinvolta” in una futura missione di pace in Ucraina, quando ci sarà il “cessate il fuoco”. “La Spagna vorrebbe certamente che le Nazioni Unite fossero coinvolte in qualche modo, come avviene in molti scenari nel mondo”, ha detto il capo della diplomazia spagnola in un’intervista alla radio pubblica Rne. Il coinvolgimento dell’Onu è una delle richieste che ha avanzato la piattaforma progressista Sumar, alleata di governo di Pedro Sanchez. Ieri il premier spagnolo ha aperto alla possibilità dell’invio di truppe in Ucraina per il mantenimento della pace una volta raggiunto il cessate il fuoco. Per Sumar ciò sarebbe possibile solo sotto l’ombrello dell’Onu. Albares non ha chiarito se Madrid sarebbe comunque disposta a inviare truppe anche se l’Onu non venisse coinvolta nella missione di pace.
Ieri il premier spagnolo Pedro Sanchez, al termine della riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, ha aperto alla possibilità dell’invio di truppe in Ucraina per il mantenimento della pace e ha annunciato che si sarebbe riunito nei prossimi giorni con i gruppi parlamentari per discutere la questione. “Il governo spagnolo proporrà di aprire la porta alla partecipazione di capacità militari in Ucraina”, “siamo un grande Paese europeo. Siamo una democrazia inserita nella comunità internazionale e siamo disposti, come abbiamo fatto in molte altre parti del mondo, a consolidare la pace con la presenza delle forze armate spagnole. Lo abbiamo fatto in altre parti del mondo. Come potremmo non farlo in Europa?”, ha detto Sanchez in conferenza stampa. “Naturalmente contribuiremo anche in Europa a questa pace, a questa sicurezza collettiva e alla difesa del nostro progetto comune che è l’Europa”, ha aggiunto.

