Pretoria (Sudafrica), 8 dic. (LaPresse/EFE) – La nuova sentenza a carico di Oscar Pistorius sarà pronunciata il prossimo 18 aprile. Lo ha deciso il giudice Aubrey Ledwaba del Tribunale superiore di Pretoria. Oggi ha confermato che Pistorius potrà rimanere agli arresti domiciliari, dopo che giovedì 3 dicembre la Corte suprema del Sudafrica in appello ha riconosciuto l’atleta colpevole di omicidio volontario, ribaltando di fatto la condanna per omicidio colposo che stava scontando. Pistorius è ai domiciliari dallo scorso 20 ottobre, quando era stato rilasciato per buona condotta dal carcere di Pretoria, dove aveva scontato un anno di detenzione, ma è stato necessario confermare la possibilità della libertà su cauzione dal momento che il capo di imputazione nei suoi confronti è cambiato (da omicidio colposo a omicidio volontario) e ora rischia almeno 15 anni di carcere.
NON SUSSISTE PERICOLO DI FUGA. Il giudice ha accettato la richiesta di libertà su cauzione (di circa 600 euro) avanzata dall’atleta, riconoscendo che non sussiste il pericolo di fuga, così l’ex campione paralimpico attenderà di conoscere la nuova sentenza il 18 aprile nella residenza di suo zio Arnold a Pretoria, dove vive attualmente. Potrà abbandonare l’abitazione solo fra le 7 del mattino e mezzogiorno e non potendosi allontanare oltre i 20 chilometri di distanza. Intanto sempre oggi l’avvocato difensore di Pistorius, Barry Roux, ha annunciato che il suo cliente presenterà ricorso alla Corte costituzionale contro la condanna per omicidio volontario pronunciata in appello.
CONDANNA PER L’OMICIDIO DELLA FIDANZATA-. Inizialmente Pistorius, 29 anni, il 21 ottobre del 2014 era stato condannato a cinque anni per omicidio colposo per l’uccisione della fidanzata, Reeva Steenkamp, avvenuta nella notte di San Valentino del 2013, fra il 13 e il 14 febbraio. Pistorius uccise la giovane a colpi d’arma da fuoco sparandole attraverso la porta del bagno di casa. Nell’emettere la sentenza di condanna, la giudice Thokozile Masipa aveva accettato la versione dei fatti fornita della difesa di Pistorius, secondo cui l’atleta avrebbe sparato perché pensava che si trattasse di un ladro. Contro questa condanna, però, il 3 novembre il procuratore Gerrie Nel ha presentato ricorso in appello presso la Corte suprema, ritenendo che il capo d’imputazione dovesse essere omicidio volontario e non colposo e che la pena inflitta fosse troppo bassa. Giovedì scorso, 3 dicembre, la Corte suprema ha accolto il ricorso della procura, stabilendo che si trattò di omicidio volontario e che la giudice Masipa commise diversi errori nella prima valutazione. Pistorius, dunque, dovrà essere condannato di nuovo dalla stessa giudice del tribunale superiore di Pretoria, Masipa, ma per l’accusa di omicidio volontario, che in base alla legge sudafricana viene punito con minimo 15 anni di carcere.

