Baghdad (Iraq), 9 set. (LaPresse/AP) – Il vicepresidente iracheno Tariq al-Hashemi, sunnita, è stato condannato a morte in absentia perché riconosciuto colpevole di aver gestito gruppi di terroristi e organizzato attacchi contro politici e funzionari del governo sciiti. A emettere la sentenza è stato il tribunale di Baghdad. Il governo a guida sciita aveva annunciato le accuse contro il vicepresidente a dicembre, quando le ultime truppe statunitensi si erano ritirate dal Paese. Da allora al-Hashemi è fuggito e attualmente si trova in Turchia. Secondo la legge, se tornasse in Iraq per affrontare le accuse potrebbe ottenere un nuovo processo.

LA SENTENZA. Oltre ad al-Hashemi, la corte di Baghdad ha condannato anche il genero del vicepresidente, entrambi riconosciuti colpevoli degli omicidi di un avvocato e di un ufficiale di sicurezza. I due sono stati invece assolti in merito a un terzo caso, per mancanza di prove. Il tribunale della capitale irachena ha accolto in silenzio il verdetto letto dal giudice. Sentenza che per ora il vicepresidente non ha commentato. Secondo il suo portavoce in serata dovrebbe essere diffuso un comunicato.

IL PROCESSO. Sono state dieci in tutto le udienze del processo, che si è aperto in primavera. In questi mesi sono state ascoltate le testimonianze delle ex guardie del corpo di al-Hashemi, le quali hanno riferito di aver ricevuto l’ordine di lanciare gli attacchi. Tra i teste anche le forze di sicurezza che hanno trovato armi nelle case degli imputati, e alcuni familiari delle vittime. Il governo sciita ha accusato il vicepresidente di aver giocato un ruolo in 150 attentati e omicidi dal 2005 al 2011. Al-Hashemi tuttavia ha sempre negato ogni coinvolgimento, e sostiene che le sue guardie del corpo siano state torturate o costrette a testimoniare contro di lui.

LA CRISI POLITICA. Le accuse contro il vicepresidente hanno alimentato negli ultimi mesi le tensioni tra sunniti e curdi da una parte, e sciiti dall’altra. Proprio gli sciiti e il primo ministro Nouri al-Maliki sono accusati dagli oppositori di aver monopolizzato il potere. E il conflitto ha portato a diversi mesi di stallo politico in Parlamento. – Twitter @ilyleccardi

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