Manila (Filippine), 8 ago. (LaPresse/AP) – Gli ultimi due giorni di intense piogge e le inondazioni che ne sono seguite hanno provocato almeno 23 morti nella zona intorno alla capitale delle Filippine, Manila. Il Paese asiatico era già stato flagellato nei giorni scorsi dal tifone Saola, che ha provocato almeno 53 decessi. Tra le ultime vittime, almeno nove hanno perso la vita ieri a causa di una frana che si è abbattuta su Quezon City, un sobborgo di Manila. In alcune aree, inaccessibili a causa delle strade allagate, iniziano a mancare prodotti alimentari e acqua potabile.
Il presidente filippino Benigno Aquino III ha distribuito pacchi con alimenti in comunità colpite a sud della capitale. Benito Ramos, a capo dell’agenzia filippina per la risposta alle emergenze, ha sorvolato la zona in elicottero insieme al segretario alla Difesa, Voltaire Gazmin, e ha detto di essere rimasto colpito dall’estensione dei danni. “In alcune zone – ha riferito – non ero in grado di distinguere il mare dai villaggi allagati”.
In totale sono circa 1,2 milioni le persone coinvolte in qualche modo dal maltempo nel Paese e 783mila hanno dovuto fuggire dalle loro case allagate. Glaiza Escullar dell’ufficio metereologico del governo ha fatto sapere che le piogge diminuiranno gradualmente e domani, dopo 12 giorni di acquazzoni, dovrebbe uscire il sole. Però ha avvertito che brevi ma forti precipitazioni potrebbero ancora interessare la zona di Manila. “Siamo ancora in stato di allerta”, ha commentato tuttavia Ramos, che poi ha aggiunto: “Le acque alluvionali si stanno ritirando in molte zone, ma ci sono ancora persone intrappolate sui tetti delle loro case”. Per agosto nelle Filippine sono attese altre tre tempeste tropicali o tifoni.
Intanto, la maggior parte degli uffici ha riaperto oggi a Manila, dopo che ieri le scuole e le aziende erano rimaste chiuse, così come le attività all’ambasciata degli Stati Uniti. Ieri le autorità avevano ordinato anche la chiusura della Borsa nazionale, la cui sede si trova nel quartiere di Makati.

