Bissau (Guinea-Bissau), 18 mar. (LaPresse/AP) – Per la seconda volta in due anni, gli elettori della Guinea-Bissau sono chiamati oggi alle urne per scegliere il presidente. Nel 2009 il Paese africano tenne elezioni di emergenza dopo l’omicidio di Joao Bernardo ‘Nino’ Vieira. Al suo posto fu eletto Malam Bacai Sanha, il quale però nei due anni di mandato è stato spesso ricoverato a causa di una misteriosa malattia, fino alla morte avvenuta il 9 gennaio. Al voto di oggi si sono presentati nove candidati, cinque dei quali già presenti nelle liste del 2009.
Oltre che da numerosi colpi di Stato, l’ex colonia portoghese è stata destabilizzata negli ultimi anni da un boom del commercio di droga in arrivo dal Sudamerica, per cui lo stato africano è diventato un vero punto di approdo e passaggio in direzione dell’Europa. Gli esperti sostengono che i trafficanti abbiano corrotto membri chiave del governo, specialmente in ambito militare, per aver la garanzia di agire indisturbati. Nel 2010, il dipartimento del Tesoro statunitense ha dichiarato due ufficiali di alto livello veri e propri boss del narcotraffico, congelando i beni in loro possesso negli Usa.
C’è chi della lotta contro il narcotraffico fa comunque una bandiera. “Vogliamo dare alla gente la speranza che ha perso e intensificare la lotta contro la corruzione e i trafficanti di droga”, spiega Arthur Sagna, che si occupa della campagna elettorale del candidato Kumba Yala, ex presidente rovesciato da un golpe nel 2003. Per ora non ci sono notizie di disordini durante le operazioni elettorali. “Il voto – spiega Marcello Antonio Santos, diplomatico che lavoro al ministero degli Affari esteri – sta procedendo bene. Non ci sono stati problemi. È una cosa molto positiva per la nostra democrazia”. Meno ottimisti altri elettori. “Si tratta sempre della stessa situazione. Non ci sarà un vero cambiamento”, commenta Ousmane Bah, muratore di 35 anni, in attesa di votare in una scuola di Bissau.

