La guerra all’Iran continua ad avere ricadute sui prezzi. In testa quelli del petrolio e del gas. In particolare il greggio, dopo il discorso del presidente Usa Donald Trump, oltrepassa i 105 dollari al barile. Le Borse affondano: le asiatiche chiudono in rosso con un picco negativo per Seul, le europee girano pesanti. Intanto in Italia – con il pericolo per la crescita del Pil – i carburanti continuano ad aumentare, sia pure lievemente, ma con il diesel sempre oltre i 2 euro al litro.
Al centro, lo Stretto di Hormuz
“I Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono prendersi cura di quel passaggio. Devono custodirlo gelosamente. Devono appropriarsene e proteggerlo con cura. Possono farlo facilmente – osserva Trump nel suo messaggio alla Nazione – noi forniremo il nostro aiuto, ma spetta a loro assumere la guida nella protezione del petrolio da cui dipendono così disperatamente”. I Paesi che dipendono dallo Stretto di Hormuz per i loro approvvigionamenti energetici dovrebbero “acquistate il petrolio dagli Stati Uniti d’America. Ne abbiamo in abbondanza. Ne abbiamo tantissimo. Fatevi venire un po’ di coraggio, seppure in ritardo. Avreste dovuto farlo prima. Avreste dovuto farlo insieme a noi, come vi avevamo chiesto: andate allo Stretto, prendetevelo, proteggetelo e utilizzatelo per voi stessi. Una volta terminato questo conflitto, lo Stretto di Hormuz si riaprirà naturalmente. Si riaprirà semplicemente da sé, i prezzi della benzina scenderanno rapidamente e le Borse risaliranno altrettanto velocemente”.
Il petrolio a 105 dollari
Il petrolio è salito di oltre il 4% e le borse asiatiche hanno subito perdite dopo che Trump ha dichiarato, nel suo primo discorso alla nazione dall’inizio della guerra con l’Iran, che gli Stati Uniti continueranno a colpire duramente il Paese. Trump ha anche affermato nel suo discorso che gli Stati Uniti “porteranno a termine il lavoro” in Iran presto, poiché “gli obiettivi strategici principali sono in fase di completamento” e le operazioni militari potrebbero concludersi a breve. I tempi sono due-tre settimane. Trump non ha menzionato l’imminente scadenza che aveva fissato per l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la via navigabile cruciale per il trasporto globale di petrolio e gas, dopo aver minacciato in precedenza l’Iran di attacchi statunitensi contro le sue infrastrutture energetiche se lo stretto non fosse stato riaperto. I futures statunitensi hanno perso oltre lo 0,9%. I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente dopo le dichiarazioni di Trump. Il Brent del mare del Nord è balzato del 4,9% a 106,16 dollari al barile. Il greggio Wti statunitense è salito del 4% a 104,15 dollari al barile. In calo i prezzi dell’oro e dell’argento.
Diesel oltre i 2 euro
Il ministero delle Imprese e del made in Italy fa sapere che – in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti – giovedì 2 aprile 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,756 euro a litro per la benzina e 2,082 euro a litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,827 euro a litro per la benzina e 2,144 euro a litro per il gasolio. L’Italia – secondo quanto emerge dall’ultimo Weekly oil bulletin della commissione Europea – registra la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei e, al contempo, i prezzi medi di benzina e gasolio inferiori rispetto alle grandi economie industriali Ue, Francia e Germania.

