Lavoro, occupazione in calo a febbraio

Lavoro, occupazione in calo a febbraio

I dati dell’Istat, il tasso di disoccupazione in Italia cresce al 5,3%.

I nuovi dati sul lavoro raccontano di un tasso di occupazione in calo a febbraio.

Segnali di frenata nell’occupazione in Italia a febbraio. Cala leggermente l’occupazione nel mese, ma cresce tra le donne e tra gli over 50. I dati Istat registrano che a febbraio il tasso di disoccupazione in Italia cresce al 5,3%, quello giovanile scende al 17,6%. Quindi in aumento rispetto al mese precedente di gennaio.

A febbraio, su base mensile – rileva l’Istat– il calo degli occupati si associa alla crescita dei disoccupati e alla sostanziale stabilità degli inattivi. La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -29mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti e i 25-49enni, tra le donne, gli autonomi, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età il numero di occupati è invece in crescita. Il tasso di occupazione cala al 62,4% (-0,1 punti). La crescita delle persone in cerca di lavoro (+2,7%, pari a +36mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali il numero risulta in diminuzione.

Passando al confronto su base annuale, a febbraio 2026, il numero di occupati supera quello di febbraio 2025 dello 0,1% (+13mila unità). L’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione tra gli uomini e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione risulta in calo in confronto a un anno prima (-0,2 punti). Rispetto a febbraio 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-14,1%, pari a -223mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,1%, pari a +259mila unità).

Per l’ufficio studi Confcommercio “le moderate oscillazioni registrate a febbraio sono in linea con un’evoluzione del mercato del lavoro che sembra stabilizzarsi sui massimi. I movimenti al rialzo e al ribasso, sia sul versante degli occupati sia dei disoccupati, sono, in un’ottica trimestrale, abbastanza contenuti per entrambe le componenti lasciando il tasso di disoccupazione su un valore di poco superiore al 5%”.

Confcommerio segnala che “in alcune aree del Paese, soprattutto del Nord, si è ormai arrivati sostanzialmente alla piena occupazione, mentre in altre, caratterizzate da maggiore offerta di lavoro scarseggia la domanda”. A rendere più complessa la ricerca della forza lavoro laddove ci sarebbero spazi di crescita dell’occupazione “anche difficoltà nel reperire sul mercato competenze e profili adeguati alle necessità delle imprese”. In prospettiva futura, “i molteplici colli di bottiglia che ostacolano l’incontro tra domanda e offerta andranno affrontati con un grande progetto pubblico-privato di rilancio generalizzato della formazione del capitale umano”.

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