Manovra, la tassa per gli affitti brevi resta al 21%

Manovra, la tassa per gli affitti brevi resta al 21%

Il testo della legge di Bilancio contempla 154 articoli. L’Irap sale del 2% per banche e assicurazioni. Confermata la rottamazione delle cartelle esattoriali. Il taglio dell’Irpef riguarda oltre 13 milioni di persone.

Per gli affitti brevi, se non si usano intermediari, la tassa resta al 21%. Questo quanto si evince dalla bozza aggiornata della Manovra e visionata da LaPresse. Il testo della legge di Bilancio – sale a 154 articoli rispetto alla bozza approvata in Consiglio dei ministriè stato bollinato dalla Ragioneria di Stato. Confermato l’aumento invece l’Irap per banche e assicurazioni.

Novità sugli affitti brevi

Novità sugli affitti brevi. L’aliquota viene innalzata al 26% anche sul primo immobile solo se ci si affida a intermediari, mentre resta ridotta al 21% nel caso in cui il proprietario lo gestisca autonomamente. Nel testo infatti si legge che l’aliquota è ridotta al 21% per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve relativi a una unità immobiliare individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi “sempre che, durante il periodo d’imposta, non siano stati conclusi contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”.

Dalla nuova norma sugli affitti brevi, il governo stima un maggiore gettito di 102,4 milioni annui a regime. La formulazione prevista dal testo bollinato prevede che la riduzione dal 26% al 21% dell’aliquota della cedolare secca vale solo a condizione che non siano stati conclusi contratti tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, o portali telematici. Nella relazione tecnica che accompagna la misura, si stima che il 90% di tale platea continui ad avvalersi delle piattaforme per esigenze di semplificazione e rapidità, da qui la stima che la proposta normativa comporti effetti finanziari positivi a regime in misura pari a circa 102,4 milioni di euro su base annua.

“Uno degli elementi che in questi ultimi anni hanno contribuito ad accrescere la difficoltà a trovare alloggi, soprattutto nelle grandi città, è risultato essere l’incremento di casi di affitti brevi, soprattutto a fini turistici – dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – proprio per questo si è ritenuto di inserire nel disegno di legge di Bilancio un’apposita disciplina in materia fiscale avente oggetto le locazioni concluse tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici”.

Aumenta l’Irap

Per banche e assicurazioni l’aliquota Irap viene innalzata di due punti percentuali per il 2026, il 2027, il 2028.

Conferma in Manovra anche per la sospensione della deduzione dei componenti negativi connessi alle Dta (Deferred tax asset, Imposte differite attive) e l’aliquota al 27,5% (che poi sale al 33%) per l’affrancamento delle riserve. Cambia invece la formulazione dell’intervento sui limiti alla deducibilità degli interessi passivi: “al 96% del loro ammontare per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025”, con una percentuale che aumenta gradualmente fino “al 99% del loro ammontare per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2028”.

Cambia anche la norma sulla svalutazione sui crediti verso la clientela per perdite attese: per tre anni – 2026, 2027, 2028- “per i crediti del primo e secondo stadio di rischio di credito, le svalutazioni derivanti esclusivamente dall’adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite pattese su crediti sono deducibili, in quote costanti, nell’esercizio in cui le stesse sono iscritte in bilancio, e nei quattro successivi”.

“Posso confermare che il ddl in corso di trasmissione al Parlamento, reca anche previsioni dirette ad assicurare un sostanziale contributo dal settore finanziario alla Manovra del governo in capo a banche e assicurazioni – rileva Giorgetti – che hanno beneficiato dell’azione politica da portata avanti dall’esecutivo e la cui efficacia è ben evidenziata dal positivo andamento di spread e dal rating. Vengono ora previste misure che consentono di reperire risorse che consentono di proseguire il processo di risanamento dei conti pubblici, assicurando al contempo interventi a favore di sanità, famiglia e dei meno abbienti. Tutte le nuove misure contenute negli articoli da 17 a 23 del ddl convergono partendo da diversi punti di partenza verso un obiettivo unitario che è assicurare un contributo che per l’anno 2026 è stimato in circa 4 miliardi volto al progressivo risanamento dei conti pubblici da un settore che ha fortemente beneficiato di misure di accompagnamento al credito e del migliorato rating sovrano italiano”.

Rottamazione, confermate 54 rate

Confermata nel testo della Manovra l’intervento sulla rottamazione delle cartelle esattoriali così come già delineato. Si prevede il pagamento delle somme dichiarata ma non versate (con esclusione di quelle richieste a seguito di accertamento), in unica soluzione, entro il 31 luglio 2026, o nel numero massimo di 54 rate bimestrali, di pari importo. In caso di pagamento rateale sono dovuti a decorrere dal primo agosto 2026 gli interessi al tasso del 4%. Entro il 30 giugno 2026, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione nonché quello delle singole rate che non può essere inferiore a cento euro e la data di scadenza di ciascuna di esse.

È prevista anche la definizione agevolata in materia di tributi delle regioni e degli enti locali, ad esclusione dell’Irap e delle addizionali: ciascuna regione e ciascun ente locale può stabilire forme di definizione agevolata anche per i casi in cui siano già in corso procedure di accertamento o controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte il medesimo ente. Possono essere oggetto di definizione agevolata i tributi disciplinati e gestiti dalle regioni e dagli enti locali, con esclusione dell’imposta regionale sulle attività produttive, delle compartecipazioni e delle addizionali a tributi erariali.

A 300mila euro la flat tax Paperoni

Sale a 300mila euro, da 200mila, la flat tax per il rientro in Italia dei ‘Paperoni’ che avevano spostato la residenza fiscale all’estero. Sale invece da 25mila a 50mila la tassazione per per ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari.

Taglio Irpef tocca oltre 13 milioni persone

La riduzione di due punti percentuali della seconda aliquota Irpef, dall’attuale 35% al 33%, secondo le stime del governo coinvolge 13,6 milioni di contribuenti. Secondo la relazione tecnica che accompagna la Manovra, si stima una variazione di gettito Irpef di competenza annua pari a circa -2.962,5 milioni di euro e di -2,5 e -1,0 milioni di euro, rispettivamente, di addizionale regionale e comunale.

“In termini di effetti aggregati, sono state redistribuite risorse per 8,1 miliardi nel 2023, 16,3 miliardi nel 2024, 18 miliardi a partire dal 2025 – afferma Giorgetti – in questa stessa ottica la legge di Bilancio per il 2026 proseguirà nella riduzione del prelievo fiscale sulle famiglie, estendendo i benefici ai contribuenti a redditi medi”.

Meno fondi per l’anticipo della pensione

L’autorizzazione di spesa per l’anticipo della pensione, a seguito dell’attività di monitoraggio, è ridotta di 20 milioni di euro per l’anno 2027, 60 milioni di euro per l’anno 2028 e 90 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029. L’importo fissato dalla legge richiamata, la Manovra 2017, era di 590 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.

“La Manovra – mette in evidenza Giorgetti – prevede interventi in materia previdenziale. Sulle pensioni minime, l’intervento riguarda i pensionati in condizioni di disagio effettivo e non solo i pensionati con più di 70 anni e circa 1,1 milioni beneficiari. L’incremento è pari a 20 euro mensili rispetto alla normativa vigente. Rispetto all’anno 2025, escludendo l’adeguamento all’inflazione, è pari a 12 euro mensili. La spesa complessiva è di 295 milioni per il 2026″.

Spending review anche per Palazzo Chigi

La spending review colpisce anche Palazzo Chigi. Oltre ai tagli ai ministeri c’è infatti, nella versione bollinata della legge di Bilancio, la sforbiciata al budget della presidenza del Consiglio dei ministri che dovrà versare “all’entrata del bilancio dello Stato la somma di 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026″.

Niente proroga per Opzione donna e Quota 103

Prorogata fino al 31 dicembre 2026 solo Ape sociale, l’anticipo pensionistico che scatta a 63 anni e 5 mesi al ricorrere di requisito come aver perso il lavoro o aver 36 anni di contributi e aver svolto un lavoro usurante. Non cambia la previsione rispetto alla bozza non bollinata. Nessun riferimento a Opzione donna e Quota 103.

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