L'Unione energie per la mobilità: "Nel 2050 il petrolio sostituito da materie rinnovabili e riciclabili"

Le aziende del petrolio lanciano la loro sfida green, ma il processo di decarbonizzazione della filiera durerà almeno venti anni. Dai carburanti da biomassa a quelli sintetici, passando per l’idrogeno rinnovabile, diverse sono le innovazioni a cui lavora il settore. E’ quanto emerso dall’assemblea dell’Unione energie per la mobilità (Unem), che si è svolta oggi a Roma.

“Alcune nostre raffinerie già producono biocarburanti partendo da materiale biologico. Successivamente si integrerà l’attuale produzione del petrolio con materie prime alternative, secondarie, derivanti dal ciclo dei rifiuti. Nell’arco di quindici, vent’anni le raffinerie ridurranno drasticamente fino ad azzerare nel 2050 come materia prima il petrolio, sostituito da queste materie rinnovabili e riciclabili”. Riguardo ai carburanti del futuro il presidente Unem assicura che saranno “carburanti simili a quelli attuali solo di origine non fossile, non petrolifera, probabilmente derivanti da biomassa oppure carburanti sintetici che derivano dalla sintesi di Co2 catturata dall’ambiente”. Inoltre, per il presidente Unem, bisogna puntare “sull’idrogeno rinnovabile per produrre tutta la gamma dei prodotti liquidi che oggi conosciamo”.

Il sottosegretario al ministero della Transizione ecologica (Mite), Vannia Gava, in un messaggio inviato all’assemblea ha posto l’attenzione sul processo della transizione ecologica: “Va fatta gradualmente, va programmata e condivisa con le aziende per evitare il rischio di delocalizzare le produzioni, danneggiando il Paese senza alcun beneficio per l’ambiente. L’Italia ha una missione, ovvero quella di ripartire, recuperando i decenni perduti attraverso l’utilizzo delle risorse, del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di un’Europa finalmente cambiata. Grazie allo stanziamento di 59,47 miliardi di euro, il nostro Paese potrà realizzare la rivoluzione verde e la transizione ecologica che prevede interventi nei settori quali l’economia circolare e l’agricoltura sostenibile; l’energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile; efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; tutela del territorio e della risorsa idrica”.

Un tema caro, quello della transizione ecologica, anche all’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenuto con un video messaggio: “La mia ossessione – ha detto – non è battezzare il mondo pulito ma pulirlo concretamente. Le premesse del Pnrr sono positive rispetto alla transizione ecologica, ma bisogna capire come raggiungerla. Se non c’è una politica uniforme e coordinata, rischiamo il fallimento di tutto il processo di transizione”.

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