Passaggio al Bosco a “Più libri più liberi”, proteste da Barbero a Zerocalcare: “No a editore fascista”

Passaggio al Bosco a “Più libri più liberi”, proteste da Barbero a Zerocalcare: “No a editore fascista”
Roma, fiera Più Libri Più Liberi, Foto di archivio di Cecilia Fabiano/LaPresse

Lettera appello di oltre 80 autori ed editori contro la partecipazione della casa editrice considerata di area neofascista

 Cresce la protesta nel mondo culturale dopo la conferma della partecipazione di Passaggio al Bosco, casa editrice considerata di area neofascista, alla fiera ‘Più libri più liberi’ in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre.

La lettera firmata da oltre 80 autori ed editori

Una lettera firmata da oltre ottanta autrici, autori ed editori – tra cui Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Zerocalcare, Anna Foa, Domenico Starnone, Christian Raimo, Caparezza e Stefano Feltri – chiede all’AIE chiarimenti sulla scelta di accogliere uno stand che promuove testi apologetici del fascismo. Nel documento, i firmatari contestano un catalogo che esalta figure come Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen SS, e volontari delle brigate nere descritti come protagonisti di un’“eroica resistenza degli ultimi fascisti”.

Una proposta editoriale che, sostengono, non ha natura di ricerca storica ma si configura come legittimazione ideologica di esperienze violente e antisemite: “Appare evidente che non si tratta di testi di studio o di indagine su determinati fenomeni o periodi storici, ma di un progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un’esperienza eroica da cui trarre esempio – lamentano gli autori nella lettera pubblicata da La Repubblica – Sorge spontaneo chiedere allora all’Aie com’è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stata ritenuta compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore”. 

La replica dell’Aie: “Passaggio al bosco ha aderito Costituzione”

La risposta dell’Associazione italiana editori (Aie) non è tardata ad arrivare. “L’appello che ci è stato rivolto da autori ed editori, chiedendoci la ragione della presenza a ‘Più libri più liberi’ dell’editore Passaggio al bosco tra gli espositori di questa edizione, tocca sensibilità che noi stessi condividiamo e ci consente di chiarire i criteri con cui l’Associazione Italiana Editori ammette i partecipanti alla fiera tra quanti ne fanno richiesta. Lo vogliamo fare nell’immediato con queste poche righe di spiegazione, ma pensiamo anche che un tema così importante possa e debba essere dibattuto in fiera e, fin da subito, vi proponiamo di individuare uno spazio e un momento di discussione all’interno della manifestazione: ne sentiamo l’esigenza per ribadire il nostro impegno per il rispetto dei valori della nostra Costituzione”, dichiara il presidente dell’Associazione italiana editori, Innocenzo Cipolletta, in merito all’appello pubblico lanciato da oltre 80 editori.

“Questa fiera è nata su iniziativa dell’Associazione Italiana Editori e si chiama Più libri più liberi perché si propone come la casa di tutti gli editori italiani, indipendentemente dalla loro linea politica, editoriale e culturale. I capisaldi dell’editoria contemporanea sono due: il diritto d’autore e la libertà di edizione. Senza questi due pilastri, l’editoria, per come la conosciamo, crolla”. È la risposta del “Il no ad ogni forma di censura è quindi un no che – spiega l’Aie – per un’Associazione come la nostra, è pregiudiziale, viene prima di qualsiasi altra cosa. Allo stesso tempo, questo non è un “liberi tutti”: il rispetto delle leggi vigenti, della Costituzione italiana, che nasce antifascista, delle norme europee ispirate ai concetti di libertà, uguaglianza, democrazia sono prerequisiti del nostro agire e condizione di partenza su cui impostare confronto, dialogo, collaborazione con gli altri”.

Aie: “Passaggio al bosco ha sottoscritto impegno Regolamento”

“Sulla base di questi due capisaldi – aggiunge Cipolletta – l’AIE dunque non sceglie chi sì e chi no: noi non ammettiamo gli editori sulla base delle loro linee editoriali, ma allo stesso tempo pretendiamo che questi sottoscrivano un contratto nel quale è esplicitato l’impegno ad “aderire a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed in particolare a quelli relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa, di rispetto della dignità umana, di libertà della persona senza distinzione alcuna, per ragioni di etnia, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, rifiutando ogni forma di discriminazione rispetto al godimento di tali diritti. I nuovi espositori vengono accolti sulla base dei posti disponibili e nell’ordine di arrivo delle domande. La domanda di partecipazione di Passaggio al bosco, della cui base ideologica sottostante non condivido nulla, è arrivata tra le prime, quindi accettata, e ha sottoscritto l’impegno contenuto nel Regolamento. Noi pensiamo di non poter giudicare se tale sottoscrizione, come tutte le altre, sia stata fatta in buona o cattiva fede, perché questo aprirebbe uno spazio di discrezionalità nella scelta degli espositori che limita la loro libertà di pubblicazione. Resta che con tale gesto Passaggio al bosco dichiara di riconoscere i valori espressi dalla nostra Costituzione. Saranno i lettori a valutare quei libri, così come spetterà alla Magistratura vigilare e verificare sulla liceità delle azioni e sulla opportunità della presenza di quei testi in un Paese come il nostro dove vige il divieto dell’apologia al fascismo”.

“Ribadiremo a Passaggio al bosco che è responsabile, come tutti gli espositori, degli impegni che si è presa e della corrispondenza tra quanto dichiara nel contratto che ha firmato e quanto raccontano i libri che porta in fiera. Come Associazione Italiana Editori in questi anni, accanto alla Federazione europea degli editori (FEP) e all’International Publishers Association (IPA), abbiamo visto crescere i casi di censura in tutto il mondo, anche in Paesi che mai avremmo immaginato avrebbero subito torsioni antidemocratiche così rapide e violente. Sempre ci siamo espressi contro ogni atto di censura e contro ogni attentato alla libertà di espressione degli autori e degli editori. Difendiamo il diritto di tutti gli autori e di tutti gli editori a esprimere le proprie opinioni e lo facciamo prima di entrare nel merito di quali siano queste opinioni. Riteniamo opportuno che la fiera resti un luogo plurale e aperto a tutte le idee, anche a quelle che non ci piacciono. Speriamo, con queste rassicurazioni, di aver risposto ai vostri legittimi dubbi e perplessità sulla composizione dei partecipanti alla fiera Più libri più liberi, che resta la casa dei piccoli e medi editori italiani”.

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