“La sicurezza non è un costo. È un diritto di civiltà”. È lo striscione che accompagna la cerimonia di martedì mattina organizzata da Cgil-Fillea in ricordo di Octav Stroici, l’operaio di 66 anni morto nel crollo della Torre dei Conti a Roma. Sui Fori Imperiali, a pochi passi dall’edificio medievale parzialmente crollato il 3 novembre scorso, una corona di fiori portata dai Vigili del Fuoco, la foto dell’operaio e lo striscione con la citazione delle parole del Presidente Mattarella.
Sul posto anche la figlia dell’uomo morto nel crollo, Alina, che torna per la prima volta sul luogo dopo l’incidente. “Mettere in sicurezza per fare in modo che non accada mai più” sono le poche parole che riesce a pronunciare durante la cerimonia.
“Una giornata molto importante per non dimenticare papà” prosegue e margine del rito, “e come papà ci sono tanti lavoratori che ogni giorno hanno infortuni sul lavoro o perdono la vita. È importante non dimenticare quello che è successo”.
Il ricordo coincide con la Giornata per la salute e la sicurezza sul lavoro e per l’occasione assieme al sindaco Gualtieri ci sarà la riconsegna dell’edificio medievale dopo i lavori di messa in sicurezza.
“Bisogna cambiare questo sistema di impresa che sfrutta e talvolta uccide i lavoratori” dichiara il segretario di Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola. “Ricordiamo Octav e facciamo in modo che il suo sacrificio non sia stato vano”.
Alla cerimonia anche il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma e la deputata Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta su salute e sicurezza sul lavoro.
“Una giornata dolorosa” dichiara l’assessora a Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale Claudia Pratelli, “perché la morte di Octav è una ferita ancora aperta per la città. Ma è anche un impegno che rinnova per l’amministrazione. Noi sappiamo che ci sono tanti livelli su cui bisogna agire per la salute e la sicurezza sul lavoro e per quanto ci riguarda ci mettiamo tutto il nostro impegno”.
