In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (World Autism Awareness Day – WAAD), l’Università di Milano-Bicocca propone lo spettacolo “La materia di cui sono fatti i sogni. Vite indegne di essere vissute?”, che vede protagonisti ricercatori e ricercatrici delle discipline STEM nei panni di “RicercAttori”. L’appuntamento è per mercoledì 15 aprile alle ore 17.30 (spettacolo aperto al pubblico gratuitamente, previa registrazione) presso l’Auditorium “G. Martinotti” (Edificio U12, via Vizzola 5, Milano) dell’Ateneo.
Lo spettacolo dà voce a storie di cervelli “neurodiversi”, intrecciando le esperienze di personaggi reali con il racconto scientifico della genetica dello sviluppo del cervello umano e dei suoi disordini. La genetica molecolare, così come la psichiatria, ci ricorda che “da vicino, nessuno è normale”, ma anche che siamo, tutti, profondamente umani.
Regia: Andrea Brunello – Arditodesìo
Pianoforte: Davide Cabassi
RicercAttori: Silvia Nicolis, Laura Clara Grandi, Elena Sacco, Valentina Pasquali, Elenagemma Brogi, Fabio Stella
Da un’idea di Silvia Nicolis e Andrea Brunello; testo di Silvia Nicolis e Andrea Brunello, con il contributo dei RicercAttori per la scrittura delle storie narrate. Ispirato liberamente a testi di Temple Grandin, Oliver Sacks, Lorna Selfe, Luciano Mecacci, Friedrich Hölderlin, Giorgio Agamben e Ludwig van Beethoven.
Lo spettacolo nasce da una riflessione che è insieme preoccupazione e speranza: in molti Paesi sembrano riaffiorare atteggiamenti di esclusione e discriminazione dell’altro, che si credevano superati. A questo si risponde con il racconto della ricerca scientifica — libera e non asservita — che illumina la comprensione del cervello, dei geni e della nostra comune umanità.
Attraverso teatro e musica, vengono restituite storie di persone, ciascuna con le proprie fragilità e capacità, talvolta straordinarie. Raccontandole, ci si riconosce in loro, come in uno specchio.
Le voci dei RicercAttori si intrecciano con la musica per pianoforte di Ludwig van Beethoven, compositore divenuto sordo, che continuò a “sentire” la musica dentro di sé, trasformandola in un linguaggio universale che ancora oggi ci parla.

