Bergamo, 13enne accoltella professoressa a scuola: la donna è grave. Lo studente aveva una maglia con la scritta ‘Vendetta’

Bergamo, 13enne accoltella professoressa a scuola: la donna è grave. Lo studente aveva una maglia con la scritta ‘Vendetta’
Foto LaPresse/Tiziano Manzoni

Fermato il ragazzo. La docente 58enne non è in pericolo di vita: operata, è in terapia intensiva. I carabinieri: “Movente non riconducibile a finalità terroristiche”

Una donna di 58 anni, Chiara Mocchi, è stata ferita con un coltello nella mattinata di oggi, mercoledì 25 marzo, a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. L’episodio è avvenuto poco prima delle 8 nei pressi dell’Istituto comprensivo di via Damiano Chiesa.

Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe un’insegnante di francese e l’aggressione sarebbe stata compiuta da uno studente 13enne di terza media, che è stato fermato. La donna non è in pericolo di vita. L’aggressione per ragioni ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri. La donna è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

“Ho parlato con l’ospedale di Bergamo: l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita“. Così in una nota il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Secondo quanto apprende LaPresse le condizioni dell’insegnante, “pur serie, non destano preoccupazione per la vita”.

Dopo due ore è terminato l’intervento e la donna, in terapia intensiva, è ancora in prognosi riservata.

Bergamo, 13enne accoltella professoressa a scuola: la donna è grave. Lo studente aveva una maglia con la scritta ‘Vendetta’

Valditara: “Porterò caso all’Unesco, violenza a scuola problema globale”

“Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei Ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei Ministri dei Paesi convenuti. L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale”. Così in una nota il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.”Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico. Con il direttore generale dell’Unesco pensiamo serva una riflessione più generale sulla violenza nelle scuole legata anche all’uso dei social”. 

Studente con scritta ‘vendetta’ su maglia e pistola scacciacani nello zaino

Il ragazzo, 13 anni e studente di terza media, si è presentato davanti alla docente, prima di accoltellarla, indossando pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta “Vendetta”. Secondo quanto ricostruito, avrebbe quindi estratto un coltello e colpito l’insegnante con diversi fendenti alla gola e all’addome, ferendola gravemente. L’aggressione è avvenuta davanti alla classe terza A. Il tredicenne, inoltre, aveva con sé anche una pistola scacciacani nello zaino. Lo studente ha colpito la docente in uno dei corridoi della scuola con un coltello e successivamente è stato immobilizzato da un altro insegnante e da due collaboratori scolastici fino all’arrivo dei militari.

“L’istituto è stato posto in sicurezza. Si è trattato di un gesto isolato e non risultano altre persone coinvolte. Il movente non è riconducibile a finalità terroristiche“. È quanto si legge in una nota dei carabinieri.

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Valditara: “Fatto grave, approvare norme contro criminalità giovanile”

“Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiamo già avviato nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica. Oggi a Parigi, porrò la questione presso l’evento di lancio del Report 2026 GEM – Global Education Monitoring dell’Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio”, ha concluso Valditara.

Associazione presidi: “Fatto di gravità inaudita”

“Il gravissimo episodio avvenuto stamattina a Bergamo, con un’insegnante accoltellata davanti a una scuola da uno studente tredicenne, rappresenta un segnale allarmante. Siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita, che ci colpisce e preoccupa molto. Si tratta di un nuovo e ulteriore sintomo del progressivo imbarbarimento della società, in una preoccupante spirale di violenza. Particolarmente inquietante è la familiarità nell’uso dei coltelli tra i giovanissimi, fenomeno che chiama in causa direttamente famiglie, società e istituzioni”. Così Antonello Giannelli, Presidente nazionale dell’associazione nazionale presidi.

“In attesa di appurare i fatti e le circostanze, è comunque indispensabile rafforzare ogni azione educativa e preventiva, ma anche garantire maggiore sicurezza per il personale scolastico e per gli studenti. Non possiamo accettare che simili episodi diventino parte della quotidianità delle scuole”, conclude.

Uil: “Fatto gravissimo, necessaria una risposta adeguata

“Apprendiamo con estrema preoccupazione di un accoltellamento a un insegnante di Trescore Balneario da parte di un ragazzo di 13 anni, studente di terza media. Non ci sono parole: è un fatto gravissimo, estremamente allarmante, che purtroppo sta diventando sempre più frequente in un mondo, quello della scuola, che dovrebbe essere luogo sicuro per eccellenza”. Così la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, e il segretario generale della Uilscuola, Giuseppe D’Aprile. “Diamo alla scuola tantissime responsabilità – hanno osservato Veronese e D’Aprile – e spesso la identifichiamo come unico avamposto per la tutela e la creazione di opportunità per ragazzi e ragazze in situazioni o territori difficili, ma quali strumenti diamo a chi realizza quelle tutele e quelle opportunità? È inaccettabile che un insegnante debba temere per la propria incolumità quando si reca a fare il proprio lavoro, è vergognoso e non è all’altezza di un Paese civile”. “Purtroppo – hanno sottolineato i due sindacalisti – non parliamo più di casi isolati: la nostra Organizzazione da tempo ha acceso un riflettore sul tema delle aggressioni sulle lavoratrici e sui lavoratori, soprattutto nei servizi pubblici ma anche nei settori privati, e ha evidenziato la presenza di un fenomeno sistemico”.

“Bisogna dare risposte e strumenti concreti: non ci occorrono le ennesime dichiarazioni sul ruolo fondamentale della scuola nella società – hanno concluso Veronese e D’Aprile – vogliamo impegni precisi, finanziamenti adeguati, formazione e un approccio organico anche al tema della salute e sicurezza sul lavoro, che coinvolga anche le famiglie e che tuteli realmente le lavoratrici e i lavoratori della scuola”.

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