Famiglia nel bosco, i bambini restano nella struttura protetta: la decisione del tribunale dei minori

Famiglia nel bosco, i bambini restano nella struttura protetta: la decisione del tribunale dei minori

La consulente dei giudici dell’Aquila dovrà verificare lo stato psichico dei genitori

I bambini della famiglia che viveva isolata nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, rimarranno ancora nella casa famiglia, mentre la consulente tecnico d’ufficio incaricata dal tribunale, Simona Ceccoli, avrà 4 mesi di tempo per verificare lo stato ‘psichico’ dei genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. E’ quanto stabilisce l’ordinanza emessa dal tribunale dei minorenni dell’Aquila, presieduto da Cecilia Angrisano, nella quale vengono assegnati 4 mesi alla perita Ceccoli per rispondere ai quesiti posti con una ‘indagine personologica e psico-diagnostica’ ai genitori ma anche ai bambini, che restano nella struttura protetta. Il Tribunale dei minori dell’Aquila, tra le altre cose, ha anche accertato che manca la documentazione relativa alle autorizzazioni per le modifiche nel vecchio casolare. L’abitazione nuova sarebbe considerata una destinazione incerta e sarebbe stato leso anche il diritto all’istruzione.

Nei giorni scorsi il no della Corte d’Appello al ricorso di Nathan e Catherine

La Corte d’Appello dell’Aquila il 19 dicembre aveva rigettato il ricorso presentato dai legali della famiglia di Palmoli (in provincia di Chieti). L’aula si era pronunciata a favore della sospensione della potestà genitoriale di Nathan e Catherine Trevallion Birmingham, l’allontanamento dei loro tre figli e la loro collocazione in un centro protetto alla presenza della madre, già decisa dal tribunale per i minorenni. ll padre, intanto, vive in una nuova casa da diversi giorni, donata da un imprenditore di Ortona. L’abitazione è ammobiliata e l’uomo ha dovuto portare con sé solo vestiti e qualche lenzuolo, ha spiegato un amico della coppia. Il trasferimento è stato necessario per ristrutturare il vecchio casolare in cui la famiglia viveva senza i necessari requisiti igienico sanitari, secondo gli assistenti sociali.

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