Luca Sinigaglia, annullata missione recupero salma alpinista morto in Kirghizistan

Luca Sinigaglia, annullata missione recupero salma alpinista morto in Kirghizistan
Luca Sinigaglia. Foto da Facebook

Dietrofont del governo kirghiso che ha ritirato l’autorizzazione

“La missione per recuperare il corpo di Luca Sinigaglia è stata annullata”. Lo dice a LaPresse Agostino Da Polenza, alpinista e organizzatore di spedizioni in merito alla spedizione per il recupero del corpo di Luca Sinigaglia, alpinista italiano morto sul Pobeda Peak, nella zona di confine tra Kirghizistan e Cina, mentre cercava di raggiungere un’amica rimasta bloccata e portarla in salvo.


La decisione del governo del Kirghizistan



Da Polenza specifica che “si è trattata di una scelta del governo del Kirghizistan che prima aveva dato l’ok, ma poi ha fatto dietrofront”. Da Polenza racconta che “la squadra partita dall’Italia era arrivata nella capitale Bishkek. Da lì poi si sono trasferiti con un elicottero con un campo base alla montagna, ma poi l’autorizzazione al volo è stata ritirata. Il corpo resterà lì”. Da Polenza spiega poi di non essere a conoscenza delle motivazioni che stanno alla base della decisione del governo del Kirghizistan, ma che “probabilmente la scelta è dovuta al fatto che anche l’alpinista russa fosse morta”. 

Cosa è successo a Luca Sinigaglia sul Pik Pobeda

Sinigaglia è deceduto mentre cercava di salvare la scalatrice russa rimasta bloccata sulla neve con una gamba rotta, in fase di discesa lo scorso 12 agosto. Nei giorni successivi, insieme con un altro alpinista di origini tedesche, ha prestato soccorso alla donna fornendole beni di prima necessità, fino a quando è rimasto bloccato in mezzo a una bufera di neve. L’uomo è morto a causa di un edema cerebrale da alta quota, aggravato da ipotermia e congelamento.

Secondo quanto riporta Lo Scarpone, portale del Club Alpino Italiano, in base alle informazioni fornite dal ministero della Difesa kirghiso, e diffuse dai quotidiani locali, alcuni alpinisti sarebbero inoltre rimasti feriti in fase di discesa. Per tentare un recupero, nella giornata di sabato 16 agosto, è stato inviato sul posto un elicottero militare Mi-8 con a bordo sei soccorritori. A causa delle condizioni meteorologiche avverse, il mezzo è stato però costretto a un atterraggio di emergenza, a oltre 4.000 metri di quota, che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Nel brusco atterraggio, alcuni soccorritori e membri dell’equipaggio hanno infatti riportato ferite di varia entità.

Si è dunque proceduto all’invio di un secondo elicottero, per proseguire l’operazione di soccorso. I feriti, che si trovavano a bordo del velivolo, nessuno dei quali è risultato essere in pericolo di vita, sono stati trasportati all’ospedale di Karakol.

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