Sarà il primo dibattimento che parte dalle circa 20 inchieste sull'urbanistica nel capoluogo lombardo

Partirà il prossimo 11 aprile il primo processo penale per l’urbanistica di Milano. Lo ha deciso la gup di Milano, Teresa De Pascale, che ha rinviato a giudizio per abusi edilizi otto fra costruttori, architetti, funzionari e dirigenti del Comune per la realizzazione della ‘Torre Milano’, il grattacielo di 82 metri per 24 piani di via Stresa 22, affacciato su piazza Carbonari, autorizzato con una Scia come “ristrutturazione edilizia” dopo la totale demolizione e ricostruzione dei due edifici precedenti, rispettivamente da 2 e 3 piani. Il dibattimento – il primo che parte dalle circa 20 inchieste su urbanistica e cantieri della città aperte negli ultimi due anni e mezzo – si celebrerà davanti ai giudici della settima sezione penale del tribunale meneghino.

Gli imputati e le accuse

L’inchiesta dei pubblici ministeri Marina Petruzzella, Paolo Filippini, Mauro Clerici e l’aggiunta Tiziana Siciliano contesta a vario titolo le ipotesi di abusi edilizi e lottizzazione abusiva in concorso ai costruttori Stefano e Carlo Rusconi come rappresentanti legali della società Opm, l’architetto Gianni Maria Ermanno Beretta dello studio Beretta Associati come progettista e direttore lavori (per il quale invece è scatta la prescrizione per l’accusa di false asseverazioni nel procedimento edilizio), gli ex dirigenti del Comune di Milano Giovanni Oggioni (già direttore delle Sportello Unico Edilizia e membro della commissione per il paesaggio) e Franco Zinna, ex numero uno della Direzione Urbanistica di Palazzo Marino e i tre funzionari dello Sportello unico edilizia di Palazzo Marino che si sono occupati della pratica ‘Torre Milano’. Per le contestazioni di abuso d’ufficio ai funzionari pubblici – presenti nella chiusura delle indagini preliminari di dicembre 2023 e nella richiesta di rinvio a giudizio – il gup ha disposto sentenza di non luogo a procedere dopo la cancellazione del reato da parte del governo, accogliendo la richiesta della Procura. Gli imputati sono tutti accusati di aver procurato “un ingiusto vantaggio economico di rilevante gravità” ai costruttori grazie al “mancato pagamento” dei “pesi economici correlati al reperimento delle aree” e degli “oneri di urbanizzazione” e alla violazione dei limiti di legge “inderogabili” su “densità, altezza e distanza” degli edifici provocando la “compromissione del paesaggio urbano“, peggiorando le “visuali”, le “condizioni di soleggiamento” di tutta l’area e senza prevedere un aumento né dei “parcheggi” né del “verde”, nonostante i nuovi “carichi urbanistici” stimati in 102 appartamenti per 320 abitanti. Una vicina di casa di 61 anni si è costituita parte civile con l’avvocato Antonella Forloni lamentando il “deprezzamento” della propria abitazione e la “diminuzione” di “visuale” ed “esposizione alla luce del sole”. Il Comune di Milano è ritenuto parte offesa dei presunti reati.

Legale costruttori Rusconi: “Processo superfluo e inutile”

“È un processo superfluo nel senso che se ne potrebbe tranquillamente fare a meno perché la situazione di ‘Torre Milano’ è una situazione che rispettava perfettamente quelle che erano le norme e gli orientamenti della giustizia amministrativa“, ha dichiarato Michele Bencini, legale di Stefano Rusconi. “Dovremmo fare un processo per dimostrarlo? Faremo un processo – afferma il legale – È un peccato perché nell’interesse di tutti non si dovrebbero celebrare processi inutili semplicemente”.

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