Secondo la procura "non vigilò su comportamento dipendente". L'Istituto: "Nessuna comunicazione da autorità giudiziaria"

La procura della Repubblica di Bari, oltre ad aver iscritto sul registro degli indagati Vincenzo Coviello, ex dipendente dell’istituto bancario Intesa Sanpaolo sospettato di aver effettuato una serie di accessi abusivi al sistema informatico interno per spiare alcuni correntisti, tra cui politici e vip, ha aperto un fascicolo anche nei confronti della banca perché, secondo gli inquirenti della procura barese, sarebbe stata violata la legge 231 del 2021 che considera co-responsabile dal punto di vista amministrativo, civile e penale l’ente o l’azienda, il cui dipendente commette azioni contro la legge durante l’esercizio delle sue funzioni. Secondo l’ipotesi accusatoria, la banca non avrebbe denunciato alla magistratura l’ipotesi di reato per la quale il dipendente era stato sospeso, cioè l’accesso abusivi ai sistemi informatici. 

Intesa Sanpaolo: “Nessuna comunicazione da autorità giudiziaria”

In una nota, un portavoce di Intesa Sanpaolo ha precisato che la banca non ha ricevuto alcuna comunicazione dall’autorità giudiziaria e che ha presentato una denuncia presso la Procura di Bari come parte lesa. La banca, si legge, “ha potuto procedere con la notifica presso l’Autorità per la Privacy e la denuncia presso la Procura di Bari come parte lesa nei tempi resi possibili da un processo esteso e accurato, volto alla ricostruzione di quanto avvenuto. Una volta che la struttura di controlli interni ha evidenziato le anomalie, hanno subito preso avvio la procedura disciplinare e l’analisi dei fatti che hanno richiesto una complessa ed estesa ricostruzione di quanto avvenuto. Nel mentre la Banca ha sospeso cautelativamente il dipendente e ha proceduto ad avviare l’interlocuzione con l’Autorità per la Privacy, integrando successivamente l’iniziale notifica con gli sviluppi della vicenda. La complessa analisi dei fatti con il conseguente completamento del procedimento disciplinare – nel rispetto delle procedure a garanzia e tutela del lavoratore – ha condotto al licenziamento alla luce delle gravi e ripetute violazioni di norme regolamenti e procedure interne da questo commesse. Solo a conclusione di tutto ciò, la Banca ha infine potuto procedere a sporgere denuncia come parte lesa, sulla base dell’esposizione dei fatti come ricostruiti all’autorità giudiziaria. Il comportamento della Banca sarà come sempre basato sulla massima collaborazione con le autorità“.

 

 

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